Dopo la netta sconfitta in casa contro il Torino, arriva un'altra batosta per il Palermo, che perde
4 a 1 all'Olimpico, dopo una prestazione per nulla convincente.
"Non sono queste le squadre con cui si devono fare i punti" si legge in giro sui social. Ma, mi domando, se non sono quelle contro le grandi, se non sono quelle contro Samp e Torino, se a Crotone non si vince e in casa si perde sempre, quando e dove si dovranno fare i punti per salvarsi.
Il Palermo tira 1-2 volte a partita, sia che affronti la Juve, sia che affronti squadre di pari livello. L'organico è incompleto e mediocre, ma
a ciò si sta aggiungendo l'ostinazione di Roberto De Zerbi, che prova a tutti i costi a fare punti passando dalla ricerca dello spettacolo. Continuiamo ad assistere ad un tentativo di palleggio asfissiante, provato però da giocatori che non hanno il tocco e la classe dei campioni, in un campionato che, con tutto il rispetto per il giovane mister rosanero, non è la Lega Pro. Un gioco che non porta risultati, né in termini di punti, né in termini di gol, anche perché
il Palermo non è il Manchester e De Zerbi, seppur dimostri di avere talento, non è Guardiola.
A proposito del suo gioco, ai microfoni di Sky, dopo Roma - Palermo, De Zerbi ha dichiarato:
"Se buttando la palla avanti avessi la certezza di fare gol cambierei modo di giocare, ma non abbiamo le caratteristiche per fare un tipo di gioco diverso".
Da ciò si evince che il problema di De Zerbi sia l'organico, ma sempre a Sky il mister si contraddice:
"Questa squadra ha un potenziale importante... Non voglio parlare di mercato, dobbiamo dare tutti di più, io per primo."
C'è differenza sostanziale tra potenzialità e reale forza di una squadra, ma è compito dell'allenatore tirare fuori il meglio dai suoi giocatori riuscendo a dare un valore alle sue incognite. Ma la realtà, a prescindere dalle frasi di circostanza di De Zerbi, dice che questa squadra di potenzialità ne ha poche e che diversi giocatori non sono in grado di dare alternative al tecnico ex Foggia.
Per esempio l'attacco: Nestorovski non è Inzaghi come qualcuno ci vuole far credere. In più non è bravo a far da torre e da sponda per l'inserimento dei centrocampisti.
Se a ciò si aggiunge che sulla trequarti si preferisce far giocare Chochev o Hiljemark, piuttosto che Bentivegna, Embalo o Quaison, il reparto offensivo diventa inesistente.
Nelle prime giornate Ballardini ha dimostrato che si può giocare a calcio anche con un organico mediocre e che è possibile creare azioni da gol senza bisogno di passare per forza dal possesso palla o dal lancio lungo.
L'impressione è che De Zerbi abbia perso un po'
il polso della situazione e che la mancanza di esperienza stia venendo fuori. Sarà opinione comune quella di dare tempo e di non creare pressioni, ma già giovedì contro l'Udinese sarà scontro da "ultima spiaggia", una di quelle partite che non si possono e non si devono sbagliare.
Michele Sardo