Carrozzieri a FP: «A Palermo è sparito lo zoccolo duro»
La seconda parte dell'intervista realizzata in esclusiva da ForzaPalermo a Moris Carrozzieri
La finale di Coppa Italia, a detta di molti, è stato il crocevia che ha segnato l'inizio della crisi gestionale e di risultati dell'era Zamparini a Palermo.
Nonostante ci fosse chi in città appendeva manifesti con scritto "È solo l'inizio", poi sappiamo bene com'è andata a finire. Una delle domande poste dai tifosi al patron rosanero era proprio inerente a questo: cosa successe dopo?
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Zamparini ha chiarito che lui non ha mai fatto annunci o proclami, ha sempre ribadito che la finale era stato un miracolo e che i motivi della crisi erano dovuti ai problemi finanziari che in quegli anni stavano colpendo il Paese: "Sapevo già in quell’anno lì che c’era una grande crisi nel nostro Paese. Il problema per me non era il Palermo, ma le mie aziende che vivono ancora un periodo difficile perché l’Italia non è ancora uscita da quella crisi. È cambiato il mondo da allora e ripeto: il mio gruppo non è più nella condizione di mettere soldi per coprire le perdite. Sto cercando di gestire il Palermo al meglio in questa situazione".
Al di là dei problemi economici di cui parla il patron rosanero, dal punto di vista tecnico, secondo Moris Carrozzieri, intervistato in esclusiva da ForzaPalermo.it, quello che è successo al Palermo dopo il 2011 è stato un cambio di strategia gestionale. In poco tempo la rosa perse tutti quegli elementi importanti e d'esperienza, indispensabili in una squadra. È sparito lo zoccolo duro, la guida per i giovani calciatori, che col tempo non hanno più capito il valore della maglia:
"A livello personale, ci sta che anche le aziende di Zamparini abbiano risentito della crisi. Poi di quella squadra, 4-5 elementi sono diventati calciatori di livello mondiale come Edy (Cavani, ndr), il Flaco o Sirigu. Eravamo un mix di giovani e giocatori esperti ed i giovani o seguivano noi o li facevamo correre. Gli stranieri si adeguavano a noi. Questa cosa a Palermo poi è venuta a mancare, perché andando via io, Miccoli, Balzaretti, Liverani, Migliaccio, Nocerino e via dicendo, quando arrivavano i giovani non avevano più qualcuno che li guidasse. Non riuscendo a capire il valore di questa maglia".
Un'altra delle curiosità chieste a Zamparini dai tifosi nel corso dell'intervista era relativa alla presunta gelosia che il patron aveva nei confronti di alcuni allenatori, uno su tutti Delio Rossi. Amato dalla piazza, il tecnico lasciò dopo la finale persa contro l'Inter, cosa rimasta inspiegabile per i supporters rosanero. Secondo l'imprenditore friulano, però, si è sempre trattato di voci che circolavano a mezzo stampa o sui social: "Io sono sempre stato Zamparini, nel bene e nel male. Soprattutto una persona onesta. Mai invidioso di nessun allenatore. Ho esonerato tantissimi tecnici, ma non perché non li abbia sostenuti. Rossi è andato via perché dopo aver perso 1-7 con l'Udinese nello spogliatoio mi disse che non ci capiva più nulla. Stimavo Rossi, a tal punto da averlo richiamato in seguito".
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Anche Carrozzieri non ha mai avvertito sentimenti come invidia o gelosia da parte di Zamparini, nel periodo in cui lui giocava a Palermo. Il patron ha sempre abituato tutti ad uscite fuori dalle righe nelle interviste, quando si vinceva, tutto passava in secondo piano, con le sconfitte però:
"Quando era c'ero io non ho mai avvertito un sentimento simile. Rossi? Era un allenatore che con la squadra di allora riuscì a valorizzare le caratteristiche di ogni calciatore. Si sa che il presidente è uno che vorrebbe fare il direttore sportivo e l'allenatore, però in quegli anni lì il gruppo non dava così tanto peso alle uscite che faceva nelle interviste. Conoscevamo il personaggio, ma rispondevamo sul campo e quando arrivavano i risultati il resto passava in secondo piano. Ora che si fa più fatica, i risultati non arrivano, la squadra retrocede, è normale che certe dichiarazioni diventino più difficili da gestire".
Infine, l'ex centrale rosanero racconta un episodio avvenuto alla vigilia di un derby con il Catania, quando sulla panchina del Palermo sedeva Serse Cosmi:
"Ricordo un episodio, in trasferta a Catania con Cosmi allenatore. Il presidente aveva chiesto che giocasse Pastore, che era appena tornato dall'Argentina. Lì Cosmi si impuntò dicendo che le decisioni le prendeva lui e che se perdeva con Pastore in campo o fuori, sarebbe stato mandato via comunque. Poi con Ballardini non ricordo particolari influenze da parte di Zamparini, ma, ripeto, in quegli anni la squadra aveva un gruppo forte, uno zoccolo duro".
Pedivellano - Bruno
Redazione