Zaza, il futuro è... presente
Quaranta minuti per trasformarsi da brutto anatroccolo in cigno. Un tempo piccolo per gettarsi alle spalle gli specchi in frantumi, recuperando, forse, quell'immagine recondita che più gli appartiene. Simone Zaza, "il giovane del futuro" ha intrecciato il suo destino con quello di Juve-Napoli, giocando la carta della determinazione come solo un lucano sa fare. Sinisgalli d'altronde ci aveva avvertiti. Nell'opera "Il ritratto di Scipione e altri racconti" parlava dei lucani come fosse gente "perseguitata dai demoni dell'insoddisfazione". Nella roboante macchina juventina Zaza ha trovato il suo mondo, i suoi goal. Di certo non era lui il prescelto da aspettare, altri erano i pensieri come Cuadrado, Pogba o Dybala, e invece Zaza ha reinventato il finale con quel pizzico di leggerezza che lo ha portato ad inseguire persino palloni irrecuperabili sia prima che dopo il goal del vantaggio. Incoscienza e disciplina operaia. Zaza ha dato il via alla nuova corsa bianconera verso il titolo.
Redazione