Voci di esonero e l'ombra del consigliere Zamparini

Le voci sull'esonero di Lopez mettono in dubbio la figura da semplice consigliere di Zamparini

Voci di esonero e l'ombra del consigliere Zamparini

Cambia la presidenza, ma la paura di nuovi ribaltoni è sempre la stessa. La sconfitta di ieri, in casa dell'Udinese, per 4-1 ha scatenato un polverone sulla testa di Diego Lopez. Molti giornali, tra ieri e oggi, hanno parlato di un possibile esonero dell'allenatore uruguaiano con Ballardini pronto a sostituirlo. Alla Dacia Arena è andata in scena la peggior partita del tecnico ex Bologna e Cagliari, il quale, inizialmente, aveva dato maggiore solidità alla squadra, perduta via via grazie ad una difesa tutt'altro che solida. Proprio in conferenza stampa Diego Lopez ha più volte ammesso che le partite del Palermo dipendono dagli errori difensivi, sempre più decisivi.

 

Con il cambio di presidenza l'unica cosa che sembrava fosse sicura era la permanenza dell'allenatore, elogiato la settimana scorsa dallo stesso Baccaglini. Adesso che queste voci si fanno più intense, viene da pensare che a decidere non sia soltanto lui. Baccaglini ha più volte affermato che Zamparini sarebbe diventato un semplice consigliere, ma se tale decisione dovesse essere presa ci sarebbero vari motivi per credere che sia molto di più. Non vorremmo che questa vicenda assumesse sempre di più i contorni del Gattopardo («Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi»). In un momento così difficile della stagione del Palermo serve chiarezza e, probabilmente, con una rosa così mediocre, un cambio servirebbe solo a complicare ulteriormente la serenità dello spogliatoio e a compromettere una credibilità societaria di cui l'ambiente ha tanto bisogno. 

 

Le ultime dichiarazioni di Lopez, però, non aiutano. L'ammettere di essere scoraggiato è un atto che, con una squadra così giovane, potrebbe ricadere sulla testa dei giocatori. Proprio su questo si dovrà lavorare nel corso delle due settimane prima della prossima sfida in casa contro il Cagliari. L'allenatore uruguaiano è sembrato spaesato dai gol presi da Thereau e compagni. Il cambio di modulo, la sostituzione di Aleesami (il migliore in campo) con Pezzella, sono state scelte poco comprensibili. Forse al posto del norvegese andava tolto Diamanti, il quale non può reggere a pieno ritmo 90 minuti e, nonostante il fallo su De Paul non fosse da espulsione, è arrivato proprio perché il giocatore era a corto di fiato.

 

Adesso serve rimettere tutto in ordine, a partire dalla panchina, per programmare un progetto tecnico serio che dia sicurezza ai giocatori e questo non può accadere se l'allenatore è nuovamente messo in discussione.