Un buon punto e tanti guai contro il Venezia
Bisogna essere fiduciosi, la squadra c'è nonostante le tante assenze
Palermo-Venezia lascia in eredità ai rosanero un punto tutto sommato buono, ma anche qualche rimpianto per non aver allungato il gap sulle inseguitrici in zona play-off e soprattutto la moria totale a centrocampo per la gara cruciale di domenica prossima contro il Bari: il sorriso può scappare anche, ma a denti strettissimi.
La squadra di Tedino ha approcciato con la giusta intensità alla gara, ma la retroguardia veneziana non ha mai esposto il fianco e al netto di qualche conclusione da fuori (una su tutte quella di Trajkovski respinta da Audero) il Palermo non è mai riuscito a creare spazi ed occasioni. D’altro canto il Venezia, venuto per giocare di rimessa, se si esclude qualche tentativo in area di Moreo, non ha fatto tanto meglio.
LE PAROLE D TEDINO NEL POST PARTITA
Nella ripresa il trend della partita è rimasto immutato con il Palermo che, pur salendo di ritmo non è mai riuscito a fare breccia nella difesa lagunare, sempre più strenua, andando veramente vicino al gol solamente una volta con una gran botta di Jajalo uscita di poco. Il tentativo di Tedino di aumentare la spinta offensiva inserendo La Gumina al posto di Gnahorè non ha sortito grandi effetti.
L’inerzia della gara è rimasta tale anche dopo l’espulsione di Domizzi, con la difesa neroarancioverde che ha serrato ulteriormente i ranghi, concedendo soltanto un occasione ad Embalo, sulla quale il portiere Audero ha fatto buona guardia. La mancanza di un riferimento come Nestorovski ha pesato tanto nell’economia offensiva del match visto che il suo sostituto Trajkovski è apparso ancora una volta totalmente avulso dalla manovra della squadra: da uno con i suoi colpi è lecito aspettarsi ben altro tipo di prestazioni.
POSAVEC MANDA UN MESSAGGIO AI TIFOSI
Vista la conclamata solidità di un avversario che anche oggi non si è smentito, il pareggio ottenuto dal Palermo si può considerare comunque un buon risultato perché maturato in quello che era uno scontro diretto giocato senza il miglior giocatore in un momento complicatissimo a livello societario. Per quanto da sorridere ci sia, come detto in apertura, poco, si può e si deve continuare ad essere fiduciosi in una squadra che comunque c’è.
Redazione