Tra Genova e Palermo, Osti: "A Gardini ho risposto: quando mi devo presentare?"

Tra Genova e Palermo, Osti: "A Gardini ho risposto: quando mi devo presentare?"

“Splendide città di mare, dai centri storici meravigliosi. Genova ha una bellezza molto austera, Palermo è una perfetta fusione storica tra le culture che si sono succedute lasciando un’impronta indelebile”.
È un Carlo Osti diviso a metà quello che parla ai microfoni de Il Secolo XIX a poche ore dal match tra Sampdoria, club in cui ha lasciato il segno in oltre 10 anni di lavoro, e Palermo, sua nuova casa.

“La chiamata del Palermo è stata inaspettata. E ne sono stato felicissimo. Mi ha dato la possibilità di riprendere a lavorare dopo un anno e mezzo, in un club prestigioso come quello rosanero. Avevo tanta voglia di rimettermi in gioco. La prima telefonata l’ho ricevuta il 31 dicembre dall’ad Giovanni Gardini, con lui avevo già lavorato a Treviso 25 anni fa. 'Se dovesse cambiare qualcosa a livello di direzione sportiva, ci verresti?'. La mia risposta, 'Quando mi devo presentare?'”.

Similitudini tra Sampdoria e Palermo
“Parliamo di due club ambiziosi, con un grande passato. Meriterebbero di tornare al più presto in A, rappresentano la quinta e la sesta città italiana per numero di abitanti. Una differenza è che Genova ha due squadre. Il Palermo alle spalle ha una realtà come il City Football Group, ha fatto cose straordinarie in pochissimo tempo, come appunto il centro sportivo, e sta creando i presupposti per il ritorno in A da club strutturato. Oggi il nostro obiettivo è entrare nei playoff nella posizione migliore possibile”.

A Palermo, nella sola finestra invernale dell'ultimo calciomercato, Osti ha portato da pezzi da 90 come Audero, Magnani e Pohjanpalo. A Genova, in dieci anni, i colpi sono stati tanti e, spesso, di livello assoluto: “Siamo stati bravi in quel periodo a fare un lavoro di equipe con i vari tecnici che si sono succeduti. Avevamo Riccardo Pecini, fuoriclasse nell’andare a pescare profili di qualità in quei campionati meno esposti alla luce dei riflettori. Il colpo? Torreira. Lo vidi giocare in un playoff con il Pescara, la chiudemmo in 48 ore. Lo vendemmo all’Arsenal per tanti soldi. Ma sono stati tanti, Schick, Andersen, Skriniar, Praet...”.


La partita di sabato
“Innanzitutto, bella. La Samp vale più di 30 punti. Semplici gli ha dato una quadra, a Bari meritava di vincere. È in crescita, come il mio Palermo. Penso che sarà decisa dagli episodi, come sempre nel calcio. Poi ripeto, oggi il nostro obiettivo dichiarato sono i playoff”.