Totò Schillaci, vita da bomber
Le notti magiche, il gossip e i guai, questa la carriera di Totò Schillaci, che ha deciso di raccontarsi, in modo semplice e diretto, attraverso un libro autobiografico di 288 pagine: "Il gol è tutto", che parla di calcio, mafia, politica e della storia con l'ex moglie Rita Bonaccorso. Insomma, un libro che parla di gioie ma anche di dolori e sconfitte: "Il calcio - si legge nell'odierna edizione de La Repubblica - mi ha dato tanto ma mi ha anche tolto parecchio. È bello praticarlo quando sei un ragazzino pieno di sogni, ma a livello professionistico conosci solo campi di calcio, alberghi e aeroporti. Dopo la favola di Italia ’90 arrivarono le stragi del ’92, e andare a giocare al Nord essenso di Palermo significava ricevere insulti di tutti i tipi.
Oggi il calcio è cambiato. È cambiato anche il modo di arrivare in nazionale, le società sono zeppe di stranieri e questo non fa bene al calcio. Alla fine si uccidono i talenti nostrani che ci sono e vanno scovati, magari cercati nei quartieri popolari. Io nella mia scuola calcio ho dato a tanti ragazzini che non potevano la possibilità di coronare un sogno. Alla loro età facevo tre chilometri all’andata e tre al ritorno per andare a giocare su un campo. Oggi i ragazzi vedo che sono troppo coccolati da mamma e papà e questo non va bene. I ragazzi di oggi sono viziati, vivono tra gli agi e alla fine sono poco motivati.
Ancora oggi la notte mi capita di sognare qualcosa delle notti magiche di Italia ‘90. Ed ogni volta che accendo il televisore, mondiali o europei che siano e vedo gli azzurri schierati in campo e partono le note dell’inno nazionale, lo ricordo a me stesso: "Io ero lì, a sentire l’inno di Mameli". Ogni volta che vedo la Nazionale mi dico che c’ero anch’io"
Redazione