Stefano Sorrentino: "Mi sento ancora giovane. Perché ho lasciato il Chievo nel 2013? La colpa non è stata solo mia"

L'ex portiere del Palermo comincia la sua avventura col Chievo Verona annunciando la sua voglia di essere protagonista

Mentre il Palermo continua la ricerca di un portiere, l'ex estremo difensore rosanero, Stefano Sorrentino, comincia la sua avventura al Chievo Verona. Direttamente dal pre-ritiro dei clivensi il portierone risponde alle domande dei giornalisti sulla nuova esperienza. “Non me ne intendo di vini, ma la classe ’79 è una bella annata. Io mi sento ancora giovane, il mio obiettivo è quello di parare, è il mio lavoro e cerco di farlo nel miglior modo possibile. Torno a Verona con tanto entusiasmo - ha ribadito Sorrentino -, ho deciso di rivestire la maglia del Chievo e per questo devo ringraziare il presidente Campedelli. Sappiamo benissimo come ci eravamo lasciati, però io e lui avevamo chiarito quasi subito. Lui ha capito la mia esigenza in quel determinato momento, sono cose che ormai risalgono a quattro anni fa, quindi secondo me non è nemmeno corretto tornarci sopra: la cosa importante è che, nonostante tutto quello che si è detto e scritto, io sono qua e il presidente mi ha rivoluto facendomi un contratto di tanti anni. Questo vuol dire che la colpa non era solo mia: visto che molte persone che all'epoca erano presenti all'interno del club e adesso non vi sono più, secondo me adesso è meglio chiudere il discorso e guardare avanti". Il portiere torna sulla protesta dei tifosi, che preferivano Bizzarri a lui: "Il web è pieno di gente che scrive dietro una tastiera: io ho giocato tre volte al Bentegodi da avversario dopo la cessione del 2013 e, a fine partita, sono uscito dallo stadio con le mie gambe raggiungendo tranquillamente la mia auto parcheggiata fuori dall'impianto, senza che nessuno mi fermasse… anzi una volta mi hanno fermato due persone, due tifosi del Chievo, tra cui un certo Raffaele, che mi hanno chiesto spiegazioni e io gliele ho fornite".