Roberto Sorrentino: "Mi auguro che il Palermo si salvi. Rinnovo Stefano? Dipende dal presidente"

Roberto Sorrentino, padre di Stefano, ha rilasciato una lunga intervista in cui ha parlato della lotta salvezza del Palermo e del contratto in scadenza di suo figlio

Il capitano del Palermo, Stefano Sorrentino, ha seguito le orme del padre Roberto, ex portiere diventato poi allenatore. Sorrentino Senior è stato intervistato da "Il Corriere dello Sport" e ha commentato l'arrivo di Gianni Di Marzio nella società rosanero: "E' un grande intenditore di calcio e un grande acquisto per il Palermo. Chi meglio di lui può consigliare Zamparini? Un personaggio come Di Marzio è un punto a favore. La conferma che Zamparini non smette di lottare. E gli errori li commette chi rischia e ha voglia di far bene". Il Palermo è in corsa per la salvezza: "Mi auguro che il Palermo si salvi. La differenza la faranno Stefano, Vazquez e Novellino. Con Walter compagni di corso a Coverciano e avversari in campo. A Palermo si trova nel suo ambiente, è un grande motivatore, conosce il presidente e cerca una rivincita dopo il ritorno in A. Sentiremo ancora parlare di lui". A proposito di suo figlio Stefano, gli è stato chiesto un parere sulla questione rinnovo: "Il presidente parla con i procuratori, a me piacerebbe restasse. Da padre e da nonno capisco che senta la mancanza delle figlie. Ogni settimana va a Torino. Uno stress. In lui potrebbe prevalere l’amore per Palermo. Dipende dal presidente e dalle condizioni che gli offre. Non è un a questione di soldi. L’età non conta. Da portiere si può smettere oltre i quarant’anni. Il nostro non è un ruolo ma un mestiere, portieri si nasce. Come Stefano". In occasione della partita di stasera tra Palermo e Lazio, Roberto Sorrentino ha raccontato la sua esperienza in biancoceleste: "Avevo 17 anni, ero in prestito dalla Juve perché papà allenava il Frosinone e pensava di mettere casa a Roma. Una esperienza lunga un soffio. Poche emozioni se non la possibilità di allenarmi con i campioni. E’ rimasta l’amicizia con Cudicini. Un anno passa velocemente, ricordo con piacere l’allenatore Mimmo Caso, poco per maturare attrazione per la maglia". E grazie alla Lazio ha conosciuto Dino Zoff: "Imbarazzante perfino guardarlo in faccia. E’ l’icona del calcio italiano nel mondo e per chi ha quel ruolo. Mai chiesto un autografo".