Repubblica Palermo - Tutino e Insigne, gli ex mai rimpianti cercano la rivincita

Repubblica Palermo - Tutino e Insigne, gli ex mai rimpianti cercano la rivincita

Il Palermo si presenta ad Avellino con l’obiettivo di dare continuità alla propria rincorsa, ma la sfida del “Partenio” propone anche un tema tecnico ben preciso: quello degli ex. In Irpinia, infatti, la squadra di Inzaghi ritroverà due giocatori che in rosanero avevano acceso aspettative importanti senza riuscire a mantenerle: Gennaro Tutino e Roberto Insigne.

Due profili diversi per background e caratteristiche, ma accomunati da un passato palermitano al di sotto delle attese. Non è retorica parlare di due flop che ora cercano un riscatto simbolico proprio contro la loro ex squadra. Tutino arrivò in viale del Fante nel gennaio 2023 come rinforzo offensivo di valore, chiamato a incidere nella seconda metà di stagione. L’impatto, però, fu modesto: appena tre gol, scarso peso negli appuntamenti decisivi e una sensazione diffusa di incompiutezza.

Il Palermo scelse di non puntare su di lui e il rapporto si chiuse senza rimpianti, né per la società del City Group né per lo stesso calciatore. Una volta passato al Cosenza, Tutino tornò a brillare, realizzando 20 reti in 35 presenze. Poi il trasferimento alla Sampdoria, dove però il feeling non è mai sbocciato del tutto: cinque gol in 21 partite prima dell’addio.

Oggi, smaltito l’infortunio alla caviglia che a inizio torneo lo aveva costretto a otto panchine consecutive, Tutino è uno degli uomini più utilizzati dell’Avellino. I numeri, tuttavia, raccontano un’altra storia: 401 minuti giocati, ma zero gol e zero assist. L’attaccante napoletano partecipa alla manovra, dialoga con i compagni, ma fatica a incidere nell’ultimo terzo di campo, proprio il limite che aveva segnato la sua esperienza in rosanero.

Un dettaglio che pesa anche sul piano simbolico. Dopo aver lasciato la Sicilia, Tutino è riuscito comunque a colpire il Palermo da ex. Il 13 aprile 2024, con la maglia del Cosenza, trasformò un rigore che pareggiò il gol di Buttaro al “Marulla”, lasciando alla squadra allora allenata da Dionisi l’amaro in bocca per una chance sprecata. A novembre, con la Sampdoria, firmò invece l’1-1 al “Barbera” con un destro secco, in una gara in cui andò a segno anche Di Francesco. La partita contro il Palermo rappresenta dunque per lui un’occasione soprattutto emotiva, più che tecnica, per provare ad andare oltre l’etichetta di flop che ancora lo accompagna.

Discorso simile, seppur con sfumature diverse, per Roberto Insigne. A Palermo ha vissuto due stagioni senza mai diventare davvero centrale nel progetto: qualche spunto, poche fiammate, ma nessuna continuità. I numeri complessivi sono modesti – 52 presenze in Serie B, sei gol e sei assist – e restituiscono l’immagine di un talento mai completamente espresso. La cessione estiva ha accontentato tutti, chiudendo un capitolo che difficilmente verrà rimpianto.

Ad Avellino Insigne ha trovato maggiore spazio e responsabilità, ma anche qui il rendimento resta contenuto: un gol e un assist in 627 minuti complessivi non bastano a certificare una svolta netta, pur a fronte di un contributo alla manovra più evidente rispetto a Tutino. Resta la sensazione di un trequartista capace di produrre gioco ma poco incisivo in zona gol, limite già emerso a Palermo e mai del tutto superato.

Insigne, inoltre, è alle prese con un problema muscolare che lo ha tenuto ai box nelle ultime uscite e potrebbe costringerlo a saltare anche la gara contro i rosanero. Un dettaglio che ridimensiona ulteriormente il peso del fattore ex, in una partita che il Palermo affronta senza nostalgie. La crescita della squadra di Inzaghi passa da altri interpreti, da un’identità più solida e da una produzione offensiva più distribuita. Insigne e Tutino vogliono la rivincita, il Palermo cerca il risultato: sabato scopriremo chi ne uscirà vincitore, l'uno l'altro o nessuno.