Qui Reggiana: stagione appesa a un filo

Qui Reggiana: stagione appesa a un filo

Per la Reggiana, alla sua terza partecipazione alla Serie B dopo la promozione del 2023, quella che sta per volgere al termine è stata un'annata travagliata, densa di incertezze e di decisioni infelici in merito alla gestione tecnica della squadra. L'allestimento della rosa si è rivelato deficitario, specialmente nella sessione invernale che ha prodotto un depotenziamento dell'organico con partenze considerevoli (Marras, Tavsan, Motta), la successione di ben tre allenatori non è stata gestita con lucidità, e il clima societario, con una possibile cessione in prospettiva, non ha permesso ai granata di affrontare un campionato particolarmente tosto con serenità. Il rendimento dei primi mesi, trascorsi in una zona pienamente centrale della classifica, aveva coltivato le speranze di una stagione senza patemi, ma l'involuzione innescatasi da metà dicembre, con 7 sconfitte in 8 gare fino a febbraio, è costata la panchina a Davide Dionigi, sostituito da Lorenzo Rubinaicci; l'ex vice di Nesta, dopo 8 punti raccolti nelle prime 4 apparizioni, ha però accusato un calo significativo subendo 4 KO pesanti, come quello di Bari (4-1) o in casa contro il Sudtirol (0-4). L'avvento di Pierpaolo Bisoli, chiamato a risollevare le sorti della Regia nelle ultime 6 giornate, ha restituito compattezza e idee al gruppo, sebbene le due sconfitte in altrettanti scontri diretti, contro Pescara e Padova, abbiano assottigliato le speranze salvezza.

La Reggiana occupa attualmente l'ultima posizione in classifica, per effetto della classifica avulsa, a quota 33 punti in coabitazione con Pescara e Spezia. La sconfitta del Bari ad Avellino, nella serata di ieri, ha mantenuto a -1 la zona Playout, mentre sono 4 le lunghezze che separano gli emiliani dalla salvezza diretta. Appena 8 vittorie nell'arco dell'intero campionato, con il dato del peggior attacco (33 reti, come Entella e Bari) e la quarta peggior difesa (53 reti incassate. La Reggiana, come spesso accade, ha basato gran parte dele proprie aspirazioni di salvezza sul fattore campo, avendo raccolto 21 dei 33 punti complessivi al Città del Tricolore, dove il Monza, ad esempio, ha dovuto lasciare due punti.

La Reggiana dovrebbe presentarsi con il 3-5-2, nonostante le diverse assenze che limitano le scelte soprattutto in difesa e sulle corsie esterne. Tra i pali spazio a Micai, protetto da una linea a tre composta da Vicari, Lusuardi e Bonetti. Sugli esterni agiranno Vallarelli e Tripaldelli, mentre in mezzo al campo Bertagnoli e Reinhart avranno il compito di dare equilibrio, con Portanova a completare il reparto. In avanti, la coppia offensiva sarà formata da Lambourde e Gondo.

Pesano però le indisponibilità di Rozzio, Sampirisi, Paz, Libutti e Bozzolan, che riducono le rotazioni e obbligano a soluzioni quasi forzate in alcuni ruoli. A queste si aggiunge l’assenza in panchina di Pierpaolo Bisoli, squalificato e quindi non presente durante la gara. Non è da escludere, comunque, una possibile variazione tattica: nelle ultime uscite è stato visto anche un 4-3-3, che prevederebbe Papetti terzino destro e l’inserimento di Bozhanaj nel tridente offensivo, soluzione che darebbe maggiore ampiezza e imprevedibilità alla manovra.