Il sold-out nell'amichevole stellare contro il Manchester City, ad agosto, ha avviato una tendenza in termini di affluenza che la tifoseria palermitana ha mantenuto costante nelle prime 5 uscite casalinghe: contro Reggiana, Frosinone, Bari, Venezia e Modena il Barbera ha fatto registrare picchi di oltre 30 000 spettatori, replicati nei mesi successivi solo contro il Padova, il 27 dicembre (seconda gara per numero di presenze, con 32 506), e, più recentemente, contro il Cesena il 18 aprile.
Osservando i numeri nel dettaglio, emerge in parte una sorta di curva emotiva, in corrispondenza con determinati scorci del campionato. In tal senso, è significativo il calo vertiginoso dalle 32 922 unità della sfida al vertice contro il Modena, alle 26 679 della successiva partita interna contro il Monza, dopo un pari coi Canarini e il KO di Catanzaro; un abbassamento rispetto alla media del periodo proseguito anche contro il Pescara pochi giorni dopo e, soprattutto, contro la Carrarese, all'ultima posizione di questa graduatoria con 21 834 spettatori. Risulta quasi ironico però rendersi conto di come il “minimo” stagionale dell'impianto di Viale del Fante resti comunque una cifra che molte piazze di Serie B non possono neanche permettersi.
La correlazione poi tra peso della partita e risposta del pubblico può esistere, ma non si erge a norma incontrastabile: pochi giorni fa, contro il Catanzaro, i 28 616 cuori rosanero che hanno riempito gli spalti del Barbera hanno rappresentato il miglior dato relativamente alle gare disputate con meno di 30 000 spettatori, in una gara dal valore relativo in classifica. Se adeguatamente ripagata attraverso impegno e un atteggiamento incontestabile, la piazza palermitana dimostra dunque di non reagire solo alla posta in palio, ma ad un senso di appartenenza irriducibile.
Il totale stagionale, 528 973 spettatori complessivi, rafforza il valore di un Barbera che non è stato semplicemente uno stadio appassionato, ma un ambiente costantemente vivo, che in un torneo dagli equilibri sottilissimi come la Serie B può costituire un fattore propulsivo per verso risultati che quest'anno, in casa, sono stati stratosferici. In prospettiva Playoff, dunque questi numeri vedono accrescere la propria portata, trasformandosi in una concreta leva nelle previsioni e nelle interpretazioni degli incroci che si profilano all'orizzonte, così come era avvenuto con la promozione dalla Serie C nel 2022, quando il sostegno strabordante della città permise al Palermo di trasformare una stagione da positiva a indimenticabile.
Il Palermo non è ancora riuscito a essere impeccabile sul campo, ma la sua gente sulle tribune certamente lo è stata. E nei momenti in cui tutto si decide, questo potrebbe rappresentare una motivazione concreta ed impossibile da ignorare.