Qui Reggiana: squadra in difficoltà, ma in trasferta va forte
Spesso micidiale in trasferta, ma fragile in casa. A volte barcollante poco sopra la zona Playout, altre volte a ridosso della soglia Playoff. La stagione della Reggiana, al ritorno in serie B dopo la retrocessione del 2021, si è svolta all'insegna della discontinuità, ma comunque senza che venisse mai realmente risucchiata nei bassifondi della classifica; sicuramente per una neopromossa una salvezza diretta in un campionato competitivo come la B, a discapito di formazioni anche più strutturate ed esperte come lo Spezia, sarebbe un traguardo da accogliere con giubilo, ma tutto è ancora da guadagnare.
Volendo trovare un dato che possa sintetizzare il campionato disputato fin qui dalla Reggiana, la formazione emiliana si trova all'ottavo posto in classifica (24 punti) per le gare giocate in trasferta, mentre contando solo quelle affrontate al Città del Tricolore affonda al 18esimo, con solo 16 punti guadagnati, meglio solo di Lecco e Feralpisalò. Il campionato della Reggiana dunque è stato costruito sulla capacità di impostare le sfide lontano da Reggio Emilia, dove sono arrivate ben 6 delle 8 vittorie complessive, tra cui alcuni colpi veramente esplosivi come a Catanzaro o Venezia. Dando un'occhiata ad altre statistiche interessanti, insieme ai corregionali del Modena è la squadra ad aver pareggiato di più in serie B, con ben 16 segni X, a dimostrare come equilibrio e ordine siano parole chiave nella filosofia di gioco di Nesta, che ha portato a numerosi risultati con meno di 2 gol segnati (1-0, 1-1, 0-0).
Il modulo prediletto e collaudato della Reggiana è stato a lungo il 3-4-2-1, con una certa rilevanza data allo sviluppo del gioco sulle corsie laterali, con Pieragnolo, Fiamozzi e Portanova molto spesso protagonisti di una manovra fondata sulla collaborazione da esterno a esterno. Da qualche settimana Nesta è passato a uno schiermato teoricamente più coperto, un 4-5-1, che però paradossalmente ha portato un calo della solidità difensiva, con ben 9 gol subiti nelle ultime 4 uscite. La Reggiana gode della presenza di alcune individualità interessanti, che dal punto di vista tecnico o atletico possono dare filo da torcere agli avversari; è il caso di Manolo Portanova, che già all'andata mise in seria difficoltà i rosa sulle fasce, Kabashi e Cigarini in mezzo al campo a dare sostanza e qualità, o anche il centravanti Gondo, miglior marcatore della squadra insieme a Girma, e che a Palermo viene ricordato per una roboante tripletta messa a segno al Barbera nella passata stagione, quando vestiva la maglia dell'Ascoli. Proprio Girma figura tra gli indisponibili nella lista dei convocati di Nesta, che in questo periodo deve far fronte a una vera emergenza infortuni, con le assenze, inoltre, di Romagna, Crnigoj, Bardi e Sampirisi.
Dopo la grandiosa rimonta compiuta al Penzo contro il Venezia sembrava che per la Reggiana si potessero aprire le porte di un ambizioso finale di stagione; invece le tre sconfitte nelle successive tre partite hanno riportato sulla terra la squadra di Nesta che, da neopromossa, dovrà ancora sforzarsi per concludere il campionato fuori dalla zona a rischio (+4 al momento sui Playout). I KO rimediati in tre sfide alla portata (0-2 col Cittadella, 1-0 a Lecco, 0-4 con il Cosenza) hanno messo la formazione granata nella spiacevole situazione di dover fare risultato nelle 4 sfide rimanenti. Se è vero che il vantaggio acquisito sul terzultimo posto è rassicurante a quattro giornate dalla fine, quel +4 sulla zona Playout non deve far rilassare gli uomini di Alessandro Nesta, chiamati a raccogliere punti fondamentali tra Palermo, Modena (probabilmente la sfida cruciale), Sampdoria e Parma.
La sfida dell'andata, l'ultima giornata di campionato in agosto, permise al Palermo di guadagnare i primi tre punti della stagione, dopo lo 0-0 dell'esordio a Bari e il turno di riposo in attesa della decisione su Lecco e Brescia. Fu una gara che il Palermo affrontò con una mentalità da grande squadra, subendo il giusto dalle offensive avversarie e colpendo nei momenti propizi. Di Lucioni la rete del vantaggio, sugli sviluppi di un corner, con un tocco sotto misura di poco oltre la linea di porta, poi l'episodio dell'espulsione di Marcandalli per fallo da ultimo uomo su Segre sembrò indirizzare la sfida dalla parte dei rosa; all'ora di gioco si concretizzò la prima delle tante rimonte subite dal Palermo nel primo quarto d'ora della ripresa, ma la squadra di Corini ebbe la forza di riprendere in mano il match tornando prima avanti con il colpo di testa di Segre e poi blindando il successo con l'incornata di Soleri per l1-3 definitivo.
Sono ben 34 i precedenti tra le due formazioni, che hanno impattato l'una contro l'altra in ben 17 pareggi, mentre il Palermo si è imposto 11 volte contro le 6 della Reggiana. Al Barbera il dato è impietosamente a favore dei rosa, con 8 successi e 7 pareggi; solo uno il trionfo emiliano in Sicilia, stagione di serie B 1958-59, quando Pinti e Tribuzio resero ininfluente la rete di Vernazza. Quello fu anche il primo incontro nella storia tra le due squadre, mentre l'ultimo in ordine cronologico in casa del Palermo risale alla passata stagione, turno preliminare di Coppa Italia. Silvio Baldini aveva appena rassegnato le dimissioni, e il mister della Primavera Stefano Di Benedetto condusse una rosa ancora ampiamente da sistemare a un successo per 3-2 con tripletta di Matteo Brunori.
Redazione