Noio volevàn savuar: Totò, Peppino e il... calcio italiano

Noio volevàn savuar: Totò, Peppino e il... calcio italiano

 

Chi non l’ha visto, non sa cosa si è perso.

Totò, Peppino e la... malafemmina, diretto dal maestro Camillo Mastrocinque che sul set guidò, tra gli altri, anche Vittorio De Sica ed Ugo Tognazzi.

 

Ecco, tra le tante scene spassose di quel film, ce n’è una che potrebbe fare un salto di sessant’anni ed atterrare qui, oggi, nelle stanze del Palazzo dove in queste ore si balbettano soluzioni, ipotesi di fantasia, forzature: citofonare Calcio italiano, chiudere il portone con delicatezza.

 

Il ministro e il presidente, e poi l’altro presidente e il dirigente, l’allenatore e qualche tifoso: a me - che sono indiscutibilmente prevenuto quando si parla di salsa italiana - ricorda il magico, epico, realissimo colloquio del principe De Curtis, con la mano nella mano di Peppino De Filippo, alieni in una Milano da loro mai vista, con il vigile urbano a piazza del Duomo.

 

“Ah, è tedesco? Dunque, excuse me, bitte schön, noio volevàn savoir l’indirss. Ja?”.


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E sì che sono prevenuto, pervaso di prevenzione sono: perché all’attico del Palazzo tondo, in queste settimane, i protagonisti della rinascita del pallone italiano appaiono proprio come i due simpatici napoletani, alle prese con una dimensione sconosciuta: parlano, cianciano, ipotizzano, aspettano, si impegnano in altissimi esercizi di retorica. Scintillanti accostamenti di parole per sviluppare luminosi concetti vacui.

 

Riprendiamo, non riprendiamo, tutti in una struttura, il protocollo, settantaquattro spogliatoi - che faccio, lascio? -, il calcio d’angolo senza mischia, sciabolata morbida, il tampone, il test, il giallo per lo sputo - che immagine schifosa, tra l’altro -, il fondo, 400 milioni, ora c’è, ora non c’è, tu conta fino a tre, le illazioni, la partita secca, no i playoff, le retrocessioni, i ripescaggi.

 

E intanto, fuori dall’inquadratura, timidamente in disparte, il calcio “minore” è spettatore pagante e inconsapevole: “Cosa disse Mezzacapa? Quando c’è la nebbia, non si vede. La nebbia c’è e non si vede”.


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