Qui Pescara: animo sbarazzino e imprevedibile, ma pesano gli infortuni

Qui Pescara: animo sbarazzino e imprevedibile, ma pesano gli infortuni

Quella del Pescara ai Playoff della scorsa stagione è stata l'ennesima prodigiosa scommessa vinta Silvio Baldini, che grazie al proprio animo genuino, alla leadership e alle competenze tecniche ha riportato in Serie B, dopo ben 4 anni, una squadra che nella fanghiglia della Serie C stava ormai perdendo il proprio bagliore. Il Delfino abruzzese ha costruito una solida tradizione in cadetteria, e specie negli ultimi 20 anni ha messo in scena spettacoli di pura estetica calcistica, grazie a straordinari interpreti quali Insigne, Verratti, Immobile, Caprari e Lapadula. 

Oggi però il proposito prioritario del Pescara è mantenere questa categoria tanto strenuamente conquistata, e per farlo si è affidato all'esperto Vincenzo Vivarini, che ha già impresso il proprio stile coraggioso e propositivo alla squadra. L'organico allestito dalla dirigenza biancazzurro è a misura di salvezza, con qualche individualità interessante, tra reduci della C e nuovi innesti, che potranno costituire un fattore di imprevedibilità nella corsa alla permanenza in Serie B. Giacomo Olzer si è già distinto per la propensione al gol, Andrea Oliveri si sta dimostrando un esterno dalla spinta instancabile, Meazzi e Merola dispensano qualità, mentre in porta il talento di Sebastiano Desplanches, in prestito secco dal Palermo, sta mantenendo a galla una retroguardia fin troppo perforabile. Sono infatti ben 18 le reti incassate dagli abruzzesi, peggior difesa in condivisione col Mantova, anche le 15 reti messe a segno finora fungono da contrappeso e stanno permettendo al Pescara di restare in scia con le altre pretendenti alla salvezza.

8 punti in classifica, a fronte di 5 pareggi (di cui 3 consecutivi con Carrarese, Virtus Entella e Avellino), 4 sconfitte (l'ultima datata 5 ottobre, 4-1 a Marassi contro la Samp) e un singolo successo, nel 4-0 dell'Adriatico contro l'Empoli della quarta giornata. Un rendimento esterno tra i meno fruttuosi della categoria, con un singolo punto conquistato (a Chiavari) e la sensazione che la squadra risenta particolarmente dell'apporto del proprio pubblico. In diverse circostanze infatti un Pescara in grave difficoltà all'Adriatico è riuscito comunque a strappare punti insperati in rimonta, spesso allo scadere, sospinto dall'incitamento degli spettatori (Venezia, Sudtirol, Carrarese); una tendenza che riflette il carattere intrepido, esuberante, talvolta incosciente di un gruppo che, a dispetto delle lacune d'organico e degli sbalzi umorali, potrà certamente competere fino al termine della stagione per il raggiungimento del proprio obiettivo.

Il Delfino si presenterà sabato al Barbera con diverse assenze significative, da Olzer a Oliveri, da Tsadjout a Merola, e Vivarini sarà costretto a schierare una formazione rimaneggiata, ma che può contare sull'esperienza di alcuni veterani di spicco. In porta Desplanches è inamovibile, mentre il trio difensivo a sua protezione sarà composto da Capellini, dal 2005 Giannini e da Riccardo Brosco, centrale da oltre 350 presenze in B; in mezzo al campo spazio al talento di Dagasso, alla qualità tecnica di Caligara e al dinamismo di Valzania, con Letizia e Corazza sulle corsie; in avanti probabile impiego di Meazzi come trequartisti a supporto dell'unica punta Di Nardo.

Fonte Foto: Instagram PescaraCalcio 1936