Qui Manchester City: all'assalto del trono d'Inghilterra

Qui Manchester City: all'assalto del trono d'Inghilterra

Passare dall'essere la concittadina meno nobile del Manchester United al raggiungere il prestigio degno di uno dei maggior club d'Europa. Questa è stata l'essenza del percorso ascendente del Manchester City, avviato dall'acquisizione da parte dell'Abu Dhabi United Group nel 2008, e proseguito senza sosta e limiti d'ambizione: 8 Premier League, 3 FA Cup, 6 Carabao Cup, 4 Community Shield, 1 Champions League, 1 Supercoppa Europea e 1 Mondiale per Club. Un bottino cospicuo, costruito con il solido focus di rendere i Citizens una realtà d'elite del panorama calcistico mondiale, e il modello CFG un riferimento virtuoso nella gestione sportiva, finanziaria e mediatica di una società. Programmazione scrupolosa, investimenti poderosi, sviluppo tecnologico ed infrastrutturale, elementi distintivi di una holding in continua espansione, che considera il Manchester City il proprio invidiabile fiore all'occhiello, ma che trasmette le proprie competenze e risorse a tutte le sue realtà disseminate in ogni angolo del globo.

Dopo 4 titoli d'Inghilterra vinti consecutivamente, la scorsa stagione ha rappresentato un insolito ridimensionamento rispetto alle abitudini della squadra di Guardiola: un percorso stentato in Champions (eliminazione a Playoff d'accesso agli Ottavi di Finale), un terzo posto arrancando in Premier League, una mancata conquista della FA Cup, perdendo in finale col meno quotato Crystal Palace, e la sola Community Shield come unica magra consolazione di un'annata poco esaltante, senza nemmeno un ultimo squillo nell'appuntamento estivo Mondiale per Club, vista l'estromissione dal torneo agli Ottavi contro l'Al-Hilal di Simone Inzaghi. Un calo inatteso, ma forse fisiologico dopo una cavalcata trionfale estesa negli anni, e l'intento di Pep Guardiola sarà certamente quello di mettere in atto un pronto riscatto in quella che dovrebbe essere la stagione conclusiva del suo decennale rapporto col City. Orfana di uno dei suoi uomini simbolo, Kevin De Bruyne, trasferitosi al Napoli, la squadra di Manchester ha accolto in rosa Tijjani Reijnders, tra i centrocampisti più performanti della scorsa Serie A, per una cifra complessiva di 70 milioni di euro; oltre all'olandese ex Milan, alla corte del tecnico spagnolo sono approdati il terzino Rayan Aït-Nour, dal Wolverhampton (avversari del City all'esordio in Premier), l'esterno Rayan Cherki, dal Lione, e il 22enne James Trafford, promettente portiere proveniente dal Burnley e successore designato di Ederson.

Con ogni probabilità, almeno nello schieramento di partenza, Guardiola si affiderà a un suo undici ideale (considerando le assenze di Rodri e Foden soprattutto), permettendo così agli spettatori del Renzo Barbera di vedere fin da subito in azioni i fuoriclasse di spicco degli Sky Blues. Il già citato Ederson dovrebbe difendere la porta della squadra, protetto da una linea a 4, composta da Akanji e Ruben Dias centralmente, Matheus Nunes e Aït-Nour sulle corsie; in mezzo al campo spazio ai veterani Bernardo Silva e Gundogan, con Reijnders a completare il reparto, mentre in avanti Savinho e Doky agiranno sulle fasce, con Erling Haaland pericolo principale per la retroguardia rosanero.