Non è mai una passeggiata riorganizzarsi dopo un'amara retrocessione per certi versi inattesa, e riaffacciarsi immediatamente alla giungla della Serie B, quando magari si pregustava la permanenza in massima serie, può condizionare negativamente il rendimento di una squadra. Il Frosinone lo ha sperimentato in prima persona durante lo scorso campionato, vissuto in apprensione fin dalle battute iniziali: il fondo della classifica raschiata sotto la guida tecnica di Vivarini e Greco, poi la scossa di Paolo Bianco a inizio 2025, per poi concludere con qualche pericoloso tentennamento tra aprile e maggio. Queste le tappe generali di una stagione che ha messo a lungo in allarme in ciociari per lo spauracchio Serie C, rientrato solo a seguito della riscrittura della classifica finale, che avrebbe costretto il Frosinone ai Playout.
Pericolo scampato, ma le criticità gestionali i e malumori interni a un gruppo apparso in larga parte demotivato sono stati fattori fin troppo deleteri per impedire un cambiamento radicale. Partito il DS Guido Angelozzi, destinazione Cagliari in Serie A, ecco l'ex rosanero Renzo Castagnini, esperto e pragmatico, che ha ridisegnato l'organico grazie a un mercato sostenibile. In panchina siede Massimiliano Alvini, in cerca di rilancio dopo qualche parentesi opaca tra Cremonese, Spezia e Cosenza, e che a Frosinone potrebbe trovare un ambiente favorevole al suo calcio intenso e impegnativo. Nell'allestimento della rosa, oltre a garanzie per la categoria come Calò, Masciangelo e Koutsoupias, si è scelto di promuovere dal vivaio diversi ragazzi vincitori dello scorsa Primavera 2, quali Ndow, Cichella e Barcella, titolare nell'esordio dello Stirpe contro l'Avellino (successo giallazzurro per 2-0). E poi Raimondo dal Bologna, Calvani dal Genoa, le conferme non scontate di Kvernadze e Ghedjemis, giovani talentuosi e funzionali all'identità che Alvini sta già forgiando sul modello di una squadra che aggredisce alto, tiene i reparti corti e dimostra capacità di adattamento alle situazioni più scorbutiche.
Sarà un Frosinone decimato in difesa quello che si presenterà stasera al Barbera, vista l'espulsione di Calvani di settimana scorsa, l'assenza di Biraschi e Corrado per infortunio, l'esclusione di Monterisi in odor di cessione. Perciò probabile che il tecnico fiorentino cercherà di contenere le avanzate rosanero con un assetto prudente, un possibile 4-5-1, invece del consueto 4-2-3-1. Il 2004 Palmisani sarà confermato in porta (Sherri ancora ai box), davanti a lui Anthony Oyono a destra, Bracaglia e Gelli centrali, con Capitan Marchizza largo a sinistra; Giacomo Calò insostituibile in regia, Koustoupias altro inamovabile e per completare potrebbe ritrovare spazio il giovane Barcella; sugli esterni Ghedjemis largo a destra, mentre sulla corsia opposta Masciangelo pare favorito su Kvernadze, mentre davanti il terminale sarà Antonio Raimondo, che dovrà far valere la sua struttura fisica per impensierire la retroguardia rosanero.