Quel presidente scomodo e insostituibile
Ivan Vitale
Cosa c'è di peggio di una giornata uggiosa in cui la tua squadra del cuore ancora una volta ha dato il peggio di sé frantumando le residue speranze di riscattare il ridicolo in cui è piombata? In una successione avvilente di colpi di scena incorniciati da chiacchiere e proclami del più scomodo quanto insostituibile dei presidenti oggi si è consumata, nella vergogna, la mia pazienza.
Ad ogni partita il migliore dei nostri è il portiere mentre latita la coralità di un gioco veramente degno di questa categoria. Eppure le premesse della vigilia inducevano a sperare. L'arrivo del nuovo allenatore, presente in tribuna, avrebbe dovuto conferire entusiasmo e voglia di apparire ai giocatori. Invece gli ultimi arrivi di mercato e le voci che annunciano i prodromi di un nuovo corso sembra che abbiano annullato ogni velleità. Non vedo l'ora che finisca questa maledetta stagione, con l'unica speranza che nessuna delle 3 squadre che stanno dietro in classifica ci sopravanzi.
Ricordo che odiai Guidolin quando disse che in fondo noi palermitani dovevamo essere contenti di quel che avevamo conquistato e nulla più pretendere perché consapevoli del misero passato da cui provenivamo. Lo disse con un tono arrogante.
Oggi pensando alle lotte con i miei concittadini transfughi del tifo che osannano le squadre del nord, pensando allo stadio desertificato, all'allenatore che ci aveva regalato il prestigio di una promozione da record ed esempi degni di un maestro di calcio (cacciato perché reo di troppa ambizione), noto che il futuro appare poco luminoso con un presidente che sembra avere ormai scarse risorse (o scarsa voglia) per continuare a gestire a certi livelli.
Lo sconforto debilita la mia resistenza. Penso a Corini, Toni, Pastore, Miccoli, all'Europa, alla Champions sfiorata, ai primi rosanero in Nazionale, ai primi campioni del mondo in rosanero.
Caro Guidolin e caro Zamparini sono stufo di non avere obiettivi, non fa per me. Il primo (dopo aver scritto la storia) si è fatto da parte. Adesso aspetto ardentemente che lo faccia il presidente che, per quanti meriti gli si possano riconoscere, non è mai stato capace di vincere qualcosa.
Redazione