Quanti giudizi affrettati e imprecisi

Manuel Mannino

Quanti giudizi affrettati e imprecisi

 

Mancano trenta punti alla salvezza. Secondo successo in trasferta per i ragazzi di Iachini, un po' più liberi dal cerchio infernale che li ha visti sconfitti per un mese intero. Era il 19 settembre, Milan-Palermo 3-2, e cominciava troppo presto la disillusione della tifoseria, che ha costretto Sorrentino e compagnia a scendere dall'altare riservato ai fenomeni ("Salutate la capolista!"), per occupare lo spazio dedicato ai brocchi impenitenti. E infatti, fino alle 12.29 di domenica 18 ottobre, tutto era bigio e annebbiato; l'unica luce visibile era quella delle fiamme che ci avrebbero trascinato in serie B; sembrava che tutti i problemi della città di Palermo fossero causati da questa squadra di autentici inetti.

Poi lo 0-1 a Bologna: "E dopo un mese resuscitò il Palermo”.

Troppo facile. Perché domenica abbiamo rischiato di subire tre o quattro gol che capitan Sorrentino ha evitato; perché è in partite come questa che non si può esser deboli nell'ultimo passaggio, inconcludenti sotto porta e mentalmente impreparati a conservare il vantaggio.

I tre punti sono frutto del lampo tecnico di Hiljemark, che sullo stretto è uno dei migliori, e di Franco Vazquez, il primo dei colpevoli che la stampa e certa tifoseria hanno individuato per spiegare il mese buio dei rosanero.

Una canzone già sentita questa pioggia di giudizi, banale e improduttiva, scoraggiante ed avvilente per la squadra e per i tifosi che tifano prima di giudicare.

Questa rosa ha diversi problemi, ma non irrimediabili, quindi ha ampi margini di miglioramento; dieci punti in otto partite non meritano grandi elogi, ma nemmeno discredito gratuito; un grazie a quelli che come Sorrentino non si arrendono mai sarebbe necessario ogni domenica.

Come sempre, il premio della Critica viene assegnato senza concorso alla Critica.

Forza Palermo.