Quando Mbakogu diventò beniamino dei tifosi rosanero
Due episodi che diedero al nigeriano l'amore del popolo palermitano
Scaldano i motori Bruno Tedino e Antonio Calabro alla vigilia di Palermo-Carpi, in scena domani 25 marzo alle 15 allo stadio “Renzo Barbera”.
Idee chiare da entrambe le parti per quanto concerne le scelte di campo: se per Calabro la rosa a disposizione è quasi al completo, per il tecnico rosanero si può parlare di una vera e propria emergenza, tra convocati in nazionale ed infermeria, come sempre in questa stagione, a dir poco frequentata. Ancora qualche dubbio per la retroguardia, con i polacchi Szyminski e Dawidowicz a contendersi una maglia da titolare, e in attacco, con Moreo in via di recupero ma che probabilmente si accomoderà in panchina, lasciando La Gumina unico riferimento offensivo, assistito da Igor Coronado.
Chi certamente non sarà del match è Jerry Mbakogu. Non si conoscono ancora i tempi di recupero del nigeriano, che in settimana ha proseguito le cure fisioterapiche e non è stato convocato dal tecnico biancorosso per la sfida del “Barbera”. Certamente un’assenza pesante per gli emiliani.
Mbakogu non potrà dunque salutare quelli che sono stati i suoi tifosi nella stagione 2009-2010, quando dalle giovanili del Padova approdò nella primavera del Palermo campione d’Italia. 23 presenze ed 11 gol in campionato con la maglia rosanero; 3 presenze tra ottavi e quarti della fase finale; 32 minuti nella finale di Supercoppa Primavera 2009. Questo lo score del numero 10 del Carpi con la maglia rosa.
Ma sono due gli episodi particolari che hanno fatto entrare il nigeriano a pieno titolo nel cuore dei supporter palermitani.
Il primo: 28 dicembre 2014, Catania-Carpi. Al minuto 35 della ripresa, Mbakogu venne sostituito tra i fischi dello stadio rossoblù. Uscendo dal campo, il nigeriano si voltò verso la tribuna del “Massimino” ed urlò ripetutamente “Forza Palermo”, facendo arrabbiare e non poco i tifosi catanesi. Già con questo gesto, a Palermo non puoi che diventare un beniamino.
Ma se non bastasse questo episodio, che riguarda più la goliardia dell’infinita rivalità tra Palermo e Catania che il campo ed i risultati in senso stretto, ecco che arrivò Carpi-Lazio, 8 maggio 2016.
Gli emiliani erano in piena lotta salvezza proprio con i rosanero, che dopo una stagione travagliata e all’insegna, più che mai, della staffetta tra allenatori in panchina, si trovavano a serio rischio retrocessione: alla penultima giornata, infatti, gli uomini di Ballardini avevano un solo punto in più dei biancorossi, terz’ultimi, e giocavano al “Franchi” contro la Fiorentina in lotta per il quinto posto e il conseguente accesso diretto in Europa League.
Il Palermo riuscì a frenare la Viola: 0-0 al 90’. Occhi puntati sul risultato di Carpi, dunque, dove Mbakogu riuscì nell’impresa di sbagliare due calci di rigore in meno di trenta minuti: entrambi calciati con poca forza e neutralizzati da Marchetti, allora estremo difensore biancoceleste.
A Palermo l’apoteosi, che si sarebbe trasformata in grande festa nella giornata successiva, l’ultima, quando il 3-2 contro il Verona sancì la salvezza per i rosanero e la retrocessione in B per il Carpi.
Certamente, il nigeriano avrebbe preferito realizzare entrambi i penalty concessi e portare alla salvezza la sua squadra. Ma dopo tutto, grazie a quegli errori fatali, si è ritagliato un posto d’onore nella memoria collettiva di tutti i tifosi del Palermo.
Redazione