Più mira e meno protagonismo

Più mira e meno protagonismo

Ci vuole rigore. Anzi, chi lo realizza.
Non possiamo sapere quanto sarebbe finita Palermo-Catanzaro se Brunori avesse fatto gol dagli undici metri, però si può dire con forza che questa, che fa il paio con quella di Floriano contro l’Acr Messina, è stata un’occasione sprecata. Anche, forse soprattutto, per il momento del match in cui la palla ha fatto la barba al palo invece di adagiarsi in fondo alla rete. E cioè al primo dei quattro minuti di recupero del primo tempo. Sarebbe stata una mazzata tra capo e collo per i calabresi e un’iniezione di ossigeno ed energia per i rosanero.

 


Ora, i rigori li sbagliano tutti. Anzi, solo chi si prende la responsabilità di tirarli. Ha sbagliato anche Baggio, vuoi che non possa fallire Matteo Brunori? Però una considerazione va fatta: c’è una gerarchia, uno schema che preveda i tiratori dagli 11? Se c’è, come dice Filippi, che in mixed zone ha chiaramente detto che oggi era Fella il designato, perché la palla la prende il numero 9?

 


Domande che certo non portano punti, ma dubbi: perché se la classifica dei rigoristi c’è, non rispettarla e fallire al momento della realizzazione rappresenta un doppio spreco.
La vena ironica ci spinge ad affermare che, magari, il Palermo che proprio non è abituato a tanta fortuna dal punto di vista dei penalty concessi, debba ancora prenderci la mano. Anzi, il piede. E la mira.