Pino Caruso: «Baccaglini? Mi aspetto che faccia i suoi interessi»
Speranze di salvezza, il nuovo e il vecchio presidente, la trasferta ad Udine: l'intervista all'attore e scrittore palermitano.
Sono giorni intensi per il Palermo. Le dimissioni di Zamparini hanno scosso l’ambiente, che non si aspettava un cambio di rotta nell’immediato; la società ha ufficialmente un nuovo presidente ed il 30 aprile avrà una nuova proprietà; Diego Lopez, intanto, guida una squadra in rincorsa ma che fatica ancora, giunti pienamente all’ultimo terzo di stagione, a trovare la quadratura del cerchio.
Delle vicende che ruotano attorno al Palermo Calcio abbiamo parlato con l’attore palermitano e grande tifoso rosanero Pino Caruso.
Qualche giorno fa, l’ex presidente Zamparini ha presentato il nuovo numero uno del Palermo Calcio, Paul Baccaglini. Dopo quindici anni di successi e delusioni, finisce un’era. Non è stato il migliore degli addii.
«I palermitani subiscono tutto. E Zamparini ha usato Palermo e i palermitani. Comprava a due lire e quando il giocatore diventava importante, lo vendeva. Questo lo fanno tutti, è normale, ma con un progetto e con l’obiettivo di essere competitivi.
Qui, invece, si sbaraccava tutto, al punto che il tifoso doveva quasi sperare che un giocatore forte giocasse male, altrimenti Zamparini l’avrebbe venduto.
“Ma i palermitani resistono a tutto, soprattutto ai miglioramenti”, aggiunge Caruso, richiamando un aforisma del suo ultimo libro ‘Appartengo a una generazione che deve ancora nascere’. «Purtroppo, oggi il Palermo non è una squadra di calcio, è un supermercato. Lo era già nei tempi migliori, ma lì c’era la fortuna e la bravura di scovare dei talenti. I campionati europei sono pieni di giocatori passati dal Palermo. Ma non c’è la capacità di progettare. E questo è stato un comportamento disonesto e irrispettoso. Un insulto al tifoso palermitano».
A proposito di miglioramenti, qual è la sua opinione sul nuovo presidente del Palermo, Paul Baccaglini? Cosa si aspetta dal passaggio di mano che sarà ufficializzato tra poco più di un mese?
«Non lo conosco. Le sembrerà strano, ma mi aspetto che faccia gli interessi suoi. Perché quando un proprietario fa i suoi interessi, sta facendo anche gli interessi della sua azienda. Per cui mi auguro che faccia questo».
Delle dinamiche societarie avremo riscontro tra qualche tempo. Nell’immediato, l’obiettivo è raggiungere la salvezza.
«Io oggi vedo i giocatori: danno l’anima. Ma se uno non è Dante Alighieri, la Divina Commedia non la può scrivere. Sperando che il Palermo riesca a vincere l’ultima partita contro l’Empoli, ad oggi la distanza da colmare è di quattro punti. Ma come possiamo recuperare quattro punti con il solo Nestorovski? Non può fare tutto lui. Dovrebbe scendere in campo Santa Rosalia».
La prossima partita al Friuli, con l’Empoli contestualmente impegnata contro il Napoli, sarà cruciale per il destino della lotta retrocessione. Si può credere in un risultato positivo?
«Spero che il Palermo ad Udine faccia il colpo, ma l’Udinese è più forte del Palermo. Certo, non sempre chi è più forte vince, ma dovrebbero succedere una serie di cose: che loro non siano in giornata e che il Palermo giochi al meglio».
Redazione