Perinetti a FP: «Closing saltato? Non mi sorprende»

Le parole del dg del Venezia sul closing saltato del Palermo

Perinetti a FP: «Closing saltato? Non mi sorprende»

Discorso finito e questione chiusa, il closing non si farà. Maurizio Zamparini ha respinto al mittente l'offerta per acquisire il 100% delle quote del Palermo Calcio. Un finale previsto da alcuni addetti ai lavori, i quali non hanno mai creduto ad un esito positivo della trattativa con Baccaglini. Fra questi l'ex direttore generale del Palermo, Giorgio Perinetti, il quale più volte ha espresso i suoi dubbi sul gruppo rappresentato dall'ex Iena. 

 

L'attuale direttore del Venezia, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, ha commentato il finale negativo di questa trattativa, prolungatasi per circa quattro mesi: «Non mi sorprende, ho sempre pensato che l'esito fosse questo - ha ribadito Perinetti ai nostri microfoni - Non ho mai avuto fiducia nella proposta di Baccaglini. Ero convinto che alla fine sarebbe andato avanti Zamparini, che la scelta dell'allenatore e del ds l'avrebbe fatta Zamparini. Era una mia convinzione personale, le notizie frammentarie che avevo su Baccaglini non mi lasciavano pensare che ci fosse stato un epilogo diverso. A sensazione mia il discorso era abbastanza prevedibile, non avevo fiducia in una diversa soluzione. Zamparini ha sempre assicurato al Palermo per tanti anni una continuità, quindi non ritengo questo un fatto negativo, ma positivo».

 

Il prossimo anno Palermo e Venezia si affronteranno in Serie B, Perinetti conosce bene sia il nuovo direttore sportivo rosanero che il nuovo allenatore: «Con Lupo ci conosciamo da tanti anni, le valutazioni sulle sue qualità le deve fare chi lo ha preso. Comunque è una persona per bene, che conosce il calcio. Per quanto riguarda Tedino, il calcio migliore del nostro girone, che noi abbiamo vinto con tanti punti di vantaggio, lo ha fatto proprio il tecnico del Palermo, già dall'anno scorso nella semifinale col Pisa. Tedino  un allenatore che fa giocare bene la squadra, c'è da sperare che bisogna lavorare con i suoi convincimenti. E' un allenatore piuttosto integralista, secondo me poco duttile e quindi ha bisogno di portare avanti il calcio per come crede lui. Credo che il Pordenone nelle finali play off era la squadra che meritava di più per il gioco espresso».