Pedrelli: "Palermo e Bologna squadre giovani, mi aspetto una bella partita"
Pedrelli: "Palermo e Bologna squadre giovani, mi aspetto una bella partita"
Il dirigente rosanero ha parlato delle sue aspettative sulla partita di domani, di diritti televisivi e del momento di forma di Mattia Destro e Alberto Gilardino
Stefano Pedrelli, curatore dei rapporti tra il Palermo Calcio e la Federazione, ha rilasciato un'intervista al Corriere di Bologna.
Parlando della sfida di domani tra i rossoblù e i rosanero ha dichiarato: "Perché il Bologna ha solo tre punti? Perché ha fatto una scelta coraggiosa: cambiare molto e gettare subito le basi per il futuro. È stato pure sfortunato. Produce buon gioco ma paga ogni errore. Il Palermo? Sono entrambe squadre giovani che hanno cambiato tanto. Al tecnico Giuseppe Iachini come al tecnico Delio Rossi è toccato un duro lavoro. Mi aspetto una gara arrembante con belle giocate". Il dirigente rosanero ha affrontato anche la spinosa questione dei diritti tv, che vede spesso le squadre "piccole" svantaggiate rispetto a quelle più blasonate: "Il Palermo e il Bologna giocheranno assieme un’importante partita fuori dal rettangolo di gioco: è la madre di tutte le battaglie, quella della ripartizione dei diritti TV. C’è un decreto che imponeva di ridurre le disparità tra grandi e piccole, ma non si è visto ancora un risultato pieno. I due club saranno in prima linea per garantire il sistema contro la miopia che ha portato il nostro calcio dal top al ‘tap’ e per avere una visione più moderna e meno di bottega del sistema.
Il confronto a distanza tra Alberto Gilardino e Mattia Destro? -continua Pedrelli- Sarà una bella sfida. Chi ha fatto la scelta migliore? Quella di Destro è una scelta in linea con la politica del Bologna. Ricordo che anche Luca Toni quando arrivò a Palermo non segnò per diverse gare. Poi cominciò e non ha più smesso.Se è così difficile fare calcio a Bologna? Lo è dappertutto. Quasi nessuno lo fa per business, ma per visibilità e passione. L’ambiente può farti prendere la mano. Tacopina? Abbiamo fatto decine di ‘due diligence’ (analisi dei conti, ndr) a Bologna, e l’interesse di Tacopina si capiva che era reale. Sapevo che sarebbe tornato a Bologna, per poi lasciare. Ne aveva fatto una questione d’orgoglio". (M.G.)