Un presente triste in attesa del futuro
Peppe La Barbera
Era il 21 luglio del 2002 quando il Palermo fu acquistato da Maurizio Zamparini e quelle palpitanti ore regalarono infinita gioia a tutti i tifosi rosanero, che aspettavano l’ennesimo riscatto dopo una gestione Sensi che era riuscita a garantire l’approdo in serie B e che non poteva arrivare oltre, poiché deteneva pure la proprietà della Roma in serie A.
L’inizio di quella avventura fu quasi un presagio del caos che abbiamo vissuto soprattutto negli ultimi 5 anni: mi ricordo, infatti, di Roberto Pruzzo che restò allenatore per un solo giorno, mentre la trattativa per il cambiamento di proprietà si stava concretizzando e Glerean si preparava a sostituirlo.
Da allora la popolarità del presidente friuliano e l’amore dei palermitani nei suoi confronti, dopo aver raggiunto il culmine per la finale di Coppa Italia del 2011, è pian piano scemato. Le immagini della nostra tifoseria che accoglie a “Punta Raisi” Frank Cascio, come un eroe, mi hanno riportato alla mente proprio l’accoglienza e l’affetto che Palermo mostrò nei confronti dello stesso Zamparini, che spesso salutava dal campo il “Barbera” insieme a quel Rino Foschi, che dopo anni è tornato in Sicilia solo per pochi giorni, necessari a capire che quella magia ormai era completamente svanita.
Il 29 maggio 2004, il giorno della promozione in serie A, non lo cancellerà mai nessuno, così come resteranno indelebili le nostre immagini in giro per l’Europa, le nostre vittorie contro le “big”, il gol di Brienza a Buffon, le facce di Galliani dopo ogni sconfitta del Milan, il 3-2 all’Inter di Mancini. Adesso, però, la maggior parte dei tifosi del Palermo vuole cambiare pagina e proprio per conservare la bellezza di questi ricordi è opportuno che Zamparini ceda la società. Conosceremo presto la reale forza della cordata di Cascio, italo-americano che questa squadra sembra averla nel cuore, intanto, però, quel presente, che è decisamente più cupo di tutti quei sogni che sembrano ritornati ad alimentare la nostra passione, è marchiato a fuoco da mille incertezze. Dal vedere in campo una formazione decisamente incompleta all’esordio in campionato contro il Sassuolo, dall’affidarsi a mille scommesse, soprattutto slave, rischiando di vivere l’ennesimo campionato di sofferenza. E proprio davanti all’immagine di questa formazione dico a Zamparini: Grazie immensamente presidente, ma adesso passi la mano. Non ci tenga più ostaggio delle sue mille rivoluzioni, delle sue convinzioni sbagliate, dell’ironia di mezza Italia (per essere ottimisti). Si faccia ricordare per il presidente più vincente della nostra storia e non per ciò che è diventato adesso, una persona senza più stimoli e obiettivi, che ha portato i palermitani ad avere bisogno di sognare con altri interpreti, che, spero presto, ci faranno ritornare ai fasti che lei non può più garantirci.
Redazione