Tedino, Foschi, le riserve, Ponte e Follieri. Parla Zamparini

Tedino, Foschi, le riserve, Ponte e Follieri. Parla Zamparini

 

«Ritrovare la convinzione di squadra».

Una chiave per sbloccare il Palermo e svoltare questo grigio inizio di stagione la offre il patron rosanero Maurizio Zamparini.

«Dopo due partite non si può dire nulla», ma «non si possono prendere due gol dalla Cremonese per errori nostri» dice il proprietario del Palermo al Giornale di Sicilia, nel corso di un’intervista che offre diversi spunti di riflessione.

 

«NON VA BENE, ABBIAMO ENTRATE DA SERIE B E COSTI DA SERIE A»

 

A partire da Bruno Tedino, sfiduciato dalla piazza, il cui obiettivo a breve termine è restituire alla squadra «convinzione ed autorità» - dice Zamparini - elementi che nella seconda parte della scorsa stagione sono gradualmente spariti, al punto da provocare il ribaltone a quattro giornate dal termine con l’arrivo di Stellone. A caldo, dopo la disfatta di Venezia,il patron individuò il grave handicap nella fragilità di un carattere troppo spesso rinunciatario: «Il Palermo non ha combattuto e siccome la squadra è l’immagine del suo allenatore, sto riflettendo molto su questa situazione» disse qualche ora prima di esonerare Tedino. Adesso mette in guardia il tecnico sullo stesso caposaldo: è una squadra forte, che si può e si deve imporre.

 

«TEDINO HA IL GRUPPO DELL'ANNO SCORSO CON RISERVE MIGLIORI»

 

Apprezzamenti per tutto il reparto avanzato e per Puscas, «anche se deve ancora entrare negli schemi». Parole dolci per Nestorovski, che «va capito» e reintegrato tenendo in considerazione l’idea delle due punte, anche se «sarà difficile perché lui e Puscas si sovrappongono».

Sarà premura di Tedino tirar fuori l’alchimia giusta tra i due attaccanti, perché il macedone non si discute: resta il calciatore con la valutazione più alta in rosa e non ci si può permettere un ulteriore deprezzamento.

 

Sulle gerarchie il patron sembra avere le idee chiare e, anche qui, non fa sconti al tecnico: «Ha delle riserve migliori dell’anno scorso», dice, e tra queste elenca Salvi e Mazzotta - presi per dare due terzini a Tedino e adesso in attesa che Rispoli e Aleesami tornino a disposizione per contendersi una maglia da titolare - e Carlos Embalo che «può essere utile in certe fasi di gioco e vorrei vederlo più in campo» dice Zamparini.

 

NUMERI ALLA MANO: IL PALERMO UN ANNO DOPO

 

Dalle faccende di campo a quelle societarie. Il patron lamenta incassi inferiori al previsto e costi superiori. Missione fallita, dunque: le cessioni sfumate e un monte ingaggi tra i più alti della Serie B costringono la società a correre ai ripari con un «piano di spalmature degli ingaggi» con attenzione alla riduzione dei costi. Se l’obiettivo era sfoltire per alleggerire le casse, qualcosa è andato storto e qualcuno ne è responsabile, anche se «non si parla del futuro di Foschi».

 

Parallelamente, si lavora sull’ingresso di nuovi capitali: con Ponte la trattativa «è in fase avanzata, in attesa che arrivino investitori più forti», mentre da parte di Follieri «non c’è nessuna garanzia reale», ovvero solo lettere e non documenti bancari.

Ancora una volta, dunque, Zamparini prende le distanze dal finanziere pugliese e conferma la volontà di trovare investitori, più che acquirenti. Anche se la porta resta aperta: «Il giorno in cui mi porterà le garanzie reali, allora si farà».