MZ nel futuro, Foschi e Ballardini in ansia. E Di Marzio è geloso

Il presidente concentrato su cinesi e stadio, ma il Palermo è già in ritardo: senza pilastri non si può costruire.

MZ nel futuro, Foschi e Ballardini in ansia. E Di Marzio è geloso

 

Zamparini ha detto che ci sono pochi soldi, che il calciomercato è bloccato e ha consigliato a Di Marzio di essere meno geloso (di Foschi). Foschi ha detto che Ballardini vuole giocatori italiani, che lui è d’accordo ma che è difficile prendere giocatori italiani senza soldi. Ballardini ha detto che aspetta sei giocatori, ma forse non ha messo nel conto che Gonzalez e Lazaar lo stanno salutando. Al momento la squadra debole della passata stagione è stata ritoccata così: Posavec al posto di Sorrentino, nessuno al posto di Maresca, Embalo per Vazquez, Nestorovski per Gilardino. 

Foschi e Zamparini hanno provato a buttare acqua sul fuoco della preoccupazione: c’è tempo, anche le altre squadre hanno fatto poco. E’ parzialmente vero, ma il presidente e il direttore sportivo converranno anche sul fatto che le altre non sono così deboli e carenti in alcuni ruoli come il Palermo e, dunque, possono permettersi di aspettare. Ballardini, invece, ha fretta: dato per certo che né domani né dopodomani avrà a disposizione dei giocatori di valore, ha già capito che la sua partenza è ad handicap, al ritiro gli stanno mancando le fondamenta su cui dovrà costruire e i pilastri che dovranno reggere.

Zamparini,  intanto, ineguagliabile stratega del settore “depistaggio”, parla di cinesi e di americani, di progetti per lo stadio praticamente pronti, di nuovi campioni alle porte, ma sostanzialmente prende tempo. Lui è nel futuro, forse perché il presente è difficile da addomesticare. Oggi comincia la campagna abbonamenti mentre Ballardini allena una squadra con vuoti d’organico gravi. I prossimi passi, poi, saranno la presentazione della squadra al pubblico del Barbera (6agosto),  la Coppa Italia (13) e l’inizio della serie A (21). Per quella data, certamente, Zamparini non potrà mandare in campo cinesi e americani.