Palermo, un calciomercato quasi perfetto

In archivio la sessione estiva di calciomercato, adesso il Palermo dovrà totalmente concentrarsi all'obiettivo stagionale. Osti ed Inzaghi hanno allestito una rosa più completa e strutturata rispetto alla passata stagione, ma forse poteva essere fatto qualcosa in più

Palermo, un calciomercato quasi perfetto

di Roberto Aiello

Il calciomercato è andato in archivio e, come ogni settembre, arriva il momento dei giudizi.
Quello condotto dal diesse del Palermo Carlo Osti è quantomeno un mercato da 8. Voto alto, ma non altissimo. La differenza sta tutta in un un nome, anzi in un cognome: Gyasi.

Partiamo innanzitutto dai meriti: Perin tra i pali, Strefezza davanti, Hernani ed Estévez in mezzo, Cassandro e Barba dietro. Questi non sono soltanto rinforzi, ma giocatori fuori categoria. Secondo Transfermarkt, il valore della rosa è cresciuto di oltre il venti per cento in un anno e mezzo e ora Inzaghi si ritrova due squadre in una, con uomini che in Serie A non sfigurerebbero. Chi chiedeva qualità è stato accontentato senza mezze misure.

Poi c'è il capitolo che abbassa leggermente il voto. Su Emmanuel Gyasi il Palermo ha scritto un piccolo romanzo dell'indecisione. Ad inizio mercato le parole dello stesso Osti, il quale si era esposto dicendo che si aspettava di più dal giocatore. Poi la caccia all'esterno: Kamaté, Bragantini, Almena. Quindi l'accordo totale con l'Ascoli e l’inatteso dietrofront a poche ore dal gong, con il ds bianconero Patti e, probabilmente, anche il calciatore spiazzati.

Qui la questione non è tecnica, ma umana. Un professionista è stato esposto, messo sul mercato, quasi venduto e poi trattenuto. Ad oggi Gyasi resta in rosanero sapendo di essere stato, per un'estate intera, non una costante ma una variabile (anche di bilancio). Gestire gli uomini è più difficile che comprarne e venderne i cartellini, e proprio lì il mercato perfetto dei rosa ha mostrato la sua unica crepa.
8 in pagella, allora, perché il Palermo di oggi è più forte di quello di ieri e questo alla fine è ciò che si chiede al direttore sportivo di una squadra che vuole e deve vincere.

Al di là della gestione Gyasi, Osti ha saputo fare un mercato eccellente regalando al mister e alla piazza rosanero un organico che, non abbiamo dubbi, lotterà per i primi due posti. Se la Serie A ora sembra più vicina di quanto lo sia mai stata, il merito è anche e oggi soprattutto di Carlo Osti.