Orgoglio Stellone e quell'amore silente...
Il termine orgoglio si riferisce ad un forte senso di autostima e fiducia nelle proprie capacità, unito alla gratificazione conseguente all'affermazione di un proprio importante risultato, o di quello di un gruppo con cui ci si identifica. Fotografa così Wikipedia il concetto di orgoglio.
È stato questo sentimento - nel pomeriggio di ieri a Boccadifalco - ad ispirare l’intera conferenza stampa del tecnico rosanero Roberto Stellone alla vigilia del delicato match contro il Lecce.
Il mister si è espresso senza metafore, partendo da un J’accuse per la sconfitta inopinata di Crotone ma al contempo riponendo la più totale fiducia nella squadra.
“Domani contro il Lecce dobbiamo portare a casa i tre punti”: è questo il monito di Stellone che tuona dalla sala stampa del Tenente Onorato ben consapevole di come il Palermo non può più permettersi licenza alcuna.
Intanto chi si aspettava un Renzo Barbera gremito rimarrà deluso: la risposta dei tifosi continua ad essere piuttosto distaccata e la serata contro il Brescia rischia di essere la celebre eccezione alla consueta regola che, ahimè, racconta di uno stadio deserto.
Palermo continua a non fidarsi di tutto ciò che accade attorno al club e preferisce - con modus diffidente - osservare a distanza. Stamane non vi è tempo di pensare a ciò che non è o perdersi nei meandri di quello che piuttosto sarebbe potuto essere. Conta l’attualità, e un presente che parla di un Liverani bramoso di vittoria, che medita il golpe proprio in quella Palermo a cui lo stesso tecnico giallorosso è rimasto legato.
Già, altro disegno del fato.
Lo stesso destino che Stellone affronta per tornare a sorridere, insieme ai suoi ragazzi e a quella città che con scetticismo continua a monitorare a distanza. Sì, ma con dignità e quell’amore silente che - anche se non si vede - lo percepisci.
• Cessione, Zamparini, Mirri ed investitori: parla la De Angeli
• Schwoch : «Palermo la più attrezzata, critiche ingiuste»
Redazione