Palermo, segni anche ma perdi sempre: cosa non va nei rosanero

Il Palermo ha la media di un gol a partita fuori casa, ma questa non si traduce da molto tempo in punti e anche in casa non è che vada meglio.

Palermo, segni anche ma perdi sempre: cosa non va nei rosanero

Il Palermo è l'unica squadra assieme al Sassuolo ad aver segnato sempre in trasferta, ma nonostante l'egregia media di un gol a partita, la produzione punti è ancora ferma al beffardo pareggio di "Marassi" e la classifica langue. In questo articolo si analizzano reparto per reparto quelle criticità che spiegano il motivo per cui il Palermo non sia riuscito a fare punti (e non solo in trasferta).

 

Porta: di Josip Posavec abbiamo potuto vedere il Best Of e Worst Of. Il portierino croato ha dei riflessi spaventosi ed un istinto purissimo da grande portiere, ma la sua tecnica sino ad adesso si è rivelata approssimativa. Questo si è tradotto sia in parate clamorose, ma purtroppo inutili ai fini del risultato, sia in errori molto grossolani in situazioni routinarie per un portiere (in particolare sulle respinte) che invece son costate qualcosina. Sicignano dovrà lavorare il più possibile per migliorare le respinte in tuffo del portiere croato, che vanno sempre al centro e mai di lato, per ridurre ai minimi termini i rischi di commettere degli errori, che ne Posavec, ne il Palermo possono più permettersi. In tutto questo c'è Fulignati, che contro lo Spezia ha dimostrato di non essere malvagio...

 

Difesa: a inizio anno sembrava potesse dare qualche certezza in più, ma la retroguardia rosanero si è rivelata più che l'anello debole, un'autentica Spada di Damocle che pende sul Palermo. Troppi errori, spesso veramente grossolani, figli di clamorosi cali di tensione (e, forse, anche della difficoltà a trovare un linguaggio comune) che hanno finito spesso e volentieri per compromettere partite che si erano messe bene (si pensi alla gara di Bologna) o  a rendere disarmanti partite già complesse in partenza (come quella contro la Roma). Gli interpreti presi singolarmente non sarebbero nemmeno così male, ma la tendenza alla discontinuità in partita il Palermo non se la può più permettere: Corini dovrà essere bravo a far mantenere agli stopper del Palermo, la giusta tensione per 90 minuti di partita.

 

Terzini: a inizio stagione erano considerati l'arma in più del Palermo in fase offensiva, ma sia per Rispoli che per Aleesami c'è stato un calo di rendimento, figlio di motivazioni fisiche. Il numero 3 rosanero ha avuto qualche infortunio mentre per il terzino della nazionale norvegese occorre fare attenzione: quest'anno non si è fermato mai e la spia della riserva comincia ad accendersi. Va gestito bene, per poterlo avere al top nei momenti clou della stagione. Nel frattempo Morganella e Pezzella (che non è un fluidificante puro) scalpitano dopo la buona prova di Firenze: potrebbero diventare una risorsa.

 

Centrocampisti: se i difensori centrali sono stati una Spada di Damocle, i centrocampisti rosanero sono stati una delusione cocente. Eccezion fatta per il preziosissimo Gazzi e un po' anche per Chochev, dai mediani del Palermo non è arrivato quel contributo che era lecito aspettarsi in termini anche di produzione offensiva. Hiljemark, che sarebbe dovuto essere un valore aggiunto non ha garantito un apporto accettabile; Bruno Henrique ha qualità ma deve capire che non può permettersi in Italia un tempo di gioco in più; Jajalo al netto del capolavoro di Firenze è pur sempre uno che non può andare oltre il compitino schematico che ha cucito addosso; Quaison, che quest'anno aveva la possibilità di poter prendersi un ruolo importante va troppo a sprazzi; non pervenuto Bouy. Un segnale positivo è arrivato sicuramente domenica sera, ma è importante che questo non resti solo un segnale. Il Palermo ha bisogno di qualcosa in più e questo deve arrivare da centrocampisti che pure avrebbero nelle corde una partecipazione attiva al gioco.

 

Attaccanti: Ilija Nestorovski, Alino Diamanti come innesco e poi il nulla cosmico. E' questa la realtà offensiva di un Palermo, che ha nel macedone l'uomo solo al comando, spesso isolato eppure sempre lì, dove va il gol, e nel grandetto Diamanti l'elemento di maggior classe. Il resto della corte, dal più convincente Lo Faso, passando per lo sfortunato Bentivegna fino ad arrivare ai vari Embalo, Balogh e Sallai non da quelle certezze che servono al Palermo, e forse vista la giovane età di tutti, difficilmente le potrà dare. Per ora bisogna valorizzare quello che c'è e sfruttare il fiuto del gol del numero 30 e costruire il gioco su di lui, ma è fondamentale prendere qualcuno che ne possa far le veci nel (poco auspicabile) caso di infortunio e una punta di movimento che possa liberargli degli spazi e non lasciarlo troppo isolato.