Rosa incompleta in una B senza padrone

Questa squadra ha tre grossi problemi di non facile risoluzione

Rosa incompleta in una B senza padrone

La serie B non è un campionato che si vince facilmente e dopo quattro giornate la classifica lo dice chiaramente. È vero che ci sono ancora sei squadre imbattute ma è altrettanto reale che nessuna di queste è a punteggio pieno. È ancora presto per potere dire chi potrà essere la lepre anzi la sensazione è che solo nelle ultime giornate una o due squadre potranno seriamente pensare alla promozione diretta.

 

PALERMO-PERUGIA: L'ULTIMO PRECEDENTE SORRIDE AGLI UMBRI

 

Colpa o merito del livellamento in basso della qualità degli interpreti. È un campionato che non diverte, non lo è mai stato, la gran parte delle gare sono noiose e povere di spunti interessanti. Paradossalmente è però un campionato appassionante soprattutto per l’incertezza dei risultati. È quasi impossibile, infatti, per i migliori pronosticatori trovare cinque risultati fissi su undici partite ad ogni turno. In questa mediocrità squadre come il Palermo dovrebbero emergere a detta del suo proprietario, ma negli ultimi anni le sue profezie non si sono mai avverate. Impossibile per quanto visto finora dare credito al pronostico di Zamparini che ritiene la squadra rosanero in grado di vincere il campionato con dieci punti di vantaggio.

 

Questa squadra ha almeno tre grossi problemi di non facile risoluzione, di cui due risolvibili solo a gennaio nella sessione di calciomercato. Manca un attaccante pesante, uno di quelli di categoria, un tipo alla Cacia o Ardemagni per intenderci. Il solo Nestorovski, in fase involutiva peraltro, non ci sembra potere reggere da solo il peso dell’attacco rosanero e la miriade di trequartisti (splendida sorpresa Coronado) rischiano di essere inefficaci con l’arrivo del clima invernale e dei campi pesanti. C’è sicuramente un problema a centrocampo e lo si nota ogni volta che i rosa devono convertire l’azione difensiva in offensiva. I tanti onesti cursori, seppur dotati di discreta personalità per la categoria, non hanno nel proprio bagaglio tecnico la capacità ed i piedi tipici di un uomo d’ordine.

Il terzo problema sarebbe risolvibile da subito, ma aldilà delle dichiarazioni di Zamparini che ritiene Posavec un giocatore come tanti nel Palermo e non un suo pupillo, ci pare di intuire che sin troppa fiducia nei suoi confronti non sia una semplice scelta tecnica. L’esperto Pomini conferirebbe maggiore tranquillità ad una difesa apparsa traballante in più di una occasione.

 

VECCHI DIFETTI: PALERMO DAI DUE VOLTI A FOGGIA

 

Aspettando che alcune pedine come il già citato Nestorovski e Rispoli ritrovino un minimo di condizione accettabile e che qualcun altro esca dall’infermeria (Monachello e Balogh), ci affidiamo a Bruno Tedino, tecnico esordiente, giova ricordarlo, ma in grado di sopperire con la sua capacità di lavorare sulla testa dei giocatori alle tante amnesie notate sin qui. Adesso al Barbera arriverà il Perugia, squadra ben modellata da Federico Giunti con un organico già collaudato per la serie B e che è di diritto tra le pretendenti ad un posto al sole.

 

ZAMPARINI: «STIAMO CRESCENDO. CONTRO IL PERUGIA SARÀ PIÙ FACILE»

 

Sarà un banco di prova estremamente importante, anche più della precedente gara contro l’Empoli e, checchè ne pensi l’oracolo Zamparini, un impegno ben più difficile di quello contro il Foggia.