Palermo, Ranocchia: "Pensiamo alla Serie A, crediamo in noi. Panchina? Non ero contento"

Le dichiarazioni del numero 10 del Palermo, Filippo Ranocchia

Palermo, Ranocchia: "Pensiamo alla Serie A, crediamo in noi. Panchina? Non ero contento"

Cifra tecnica di assoluto livello, condita da impostazione geometrica e fosforo, il centrocampista del Palermo, Filippo Ranocchia, si racconta in un intervista rilasciata al "Corriere dello Sport". Il numero 10 rosanero si è espresso sul momento della squadra guidata dal tecnico Alessio Dionisi, con un focus anche personale sulla scelta di vestire la maglia rosanero. Di seguito le dichiarazioni del centrocampista classe 2001, ex Juventus.

TRA TITOLARITA' E PANCHINA

"Ho accettato la decisione, non ero contento perché ognuno di noi vorrebbe giocare sempre ma ho cercato di allenarmi bene e dimostrare che meritavo. A centrocampo ci sono tanti giocatori di alto livello per la categoria, poi tocca al mister fare le scelte. Soprattutto per chi come noi ha obiettivi importanti, in certi periodi ci sta di rifiatare e andare in panchina. Gomes? Già l’anno scorso abbiamo giocato insieme, sono convinto che risuccederà"

L'OBIETTIVO

"Noi continuiamo a pensare la stessa cosa di inizio d’anno, cioè che possiamo competere per la A. In questo periodo abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo, crediamo nelle nostre capacità. L’importante è stare in alto, faremo i conti a fine anno. Per risalire la classifica serve un filotto di vittorie, ma la B la conosciamo, nessuna partita è scontata, a cominciare da Carrara dopodomani".

DALLA JUVENTUS AL PALERMO, RIMPIANTI?

"No, innanzitutto perché sono venuto a Palermo e una piazza del genere mi riempie di motivazioni. E’ stata una scelta voluta, nessuno mi ha obbligato, resto contento del percorso che sto facendo per crescere e migliorare. Poi credo sia dipeso da dinamiche di mercato che spesso non si possono prevedere; quando sei in una rosa forte come quella della Juve spesso preferisci giocare e andare in prestito. Ma sono a Palermo, non posso avere rimpianti".