Il Palermo che vorrei: a Cesena mezz'ora da padroni

Ritmo esaltante, palla a terra, verticalizzazioni precise: un primo tempo da grande squadra.

Il Palermo che vorrei: a Cesena mezz'ora da padroni

Un Palermo d’assalto. Questa la percezione guardando l’approccio alla gara dei ragazzi di Bruno Tedino allo stadio Manuzzi: ritmo esaltante, giocate palla a terra, verticalizzazioni precise e lavoro certosino per ampliare il gioco sugli esterni.

 

Il Palermo domina per trenta minuti gli avversari guidati da Castori con la sicurezza ed il piglio di chi sa di essere più forte.

Il vantaggio arriva con un’azione veloce e ficcante: Jajalo allarga bene su Aleesami che ubriaca Donkor e trova il fondo, cross teso al centro dell’area raccolto da Trajkovski che di prima trafigge Fulignati.

 

Al 9’ sembra una partita senza storia. I rosa continuano ad attaccare con brillantezza: Gnahoré offre sprazzi di classe concludendo diversi dribbling e generando superiorità nella trequarti avversaria; Coronado è un furetto in continuo movimento tra le linee; Rispoli e Aleesami non placano la loro corsa. E il Palermo gioca per mezz’ora un match perfetto.

Ma il raddoppio tarda ad arrivare: Trajkovski ci prova ancora con un piazzato dai venticinque metri che mette paura a Fulignati.

Pochi minuti dopo azione da stropicciarsi gli occhi: Jajalo alza una palla morbida verso il macedone, assist delizioso di tacco verso La Gumina che in girata non riesce ad angolare la conclusione.

Se il primo tempo fosse terminato con i rosa in vantaggio, probabilmente staremmo parlando della quinta vittoria in trasferta.

Ma il pallone è rotondo ed il calcio resta sport imprevedibile, tanto che al 35’, in pieno controllo del campo, i rosa subiscono il pareggio dei romagnoli: calcio d’angolo di Laribi, palla che cade in mezzo all’area di rigore e Jallow fa quello che gli riesce meglio, ovvero spedire la palla in rete. A dieci minuti dall’intervallo, il destino del match cambia.

 

A CESENA UN PALERMO CHE CONVINCE MA NON VINCE. LA RASSEGNA STAMPA

 

Il copione, invece, resta lo stesso anche nella ripresa: il Palermo mantiene il possesso (alla fine sarà 60%-40%) e prova ad alzare il baricentro con il fraseggio; il Cesena difende con ordine, schiacciando i riferimenti offensivi rosanero in una cerniera stretta tra difesa e centrocampo. Le ripartenze dei romagnoli, però, possono far male. Chiedere a Posavec che al 79’ vede arrivare veloce Laribi: il centrocampista bianconero giunge a due passi dall’estremo difensore rosanero e fallisce la ghiotta occasione per un inaspettato vantaggio.

Nel secondo tempo pochi squilli da entrambe le parti: alla fine è 1-1, un pareggio che soddisfa Castori e lascia un po’ d’amaro in bocca a Bruno Tedino, sia per la modalità del pareggio di Jallow, su palla inattiva, sia – soprattutto – per la grande prestazione dei suoi nella prima frazione di gara, dove si è apprezzato il miglior Palermo della stagione, per ritmo e per convinzione nelle giocate.

 

TEDINO: «GRANDE PARTITA IN UN CAMPO DIFFICILE»

 

La vetta è ancora rosanero: 36 punti, a due lunghezze dal Frosinone e a tre dal terzo posto occupato dal Bari. Il titolo di campione d’inverno, per quel che vale, può arrivare la settimana prossima, nell’ultimo turno del girone d’andata di quest’accesa serie B. La certezza, invece, è che si arriverà al giro di boa imbattuti in trasferta.

Al Palermo resta il rimpianto di non aver chiuso la gara nel primo tempo. Ma se la strada tracciata è questa, si può guardare al futuro con un ottimismo un po’ meno cauto: il quinto risultato utile dà continuità alla media punti da promozione; sembra che Tedino abbia finalmente trovato gli equilibri giusti e che adesso possa lavorare sulla qualità del gioco; e giovedì prossimo, contro la Salernitana, si rivedranno Chochev e Nestorovski: due rientri non da poco per chiudere il girone d'andata ed il 2017 con una vittoria di fronte ai tifosi rosanero.