Palermo non hai più alibi: da ora in poi testa bassa e pedalare!

Salvare il Palermo è un atto dovuto, un imperativo, un obbligo per farsi perdonare e non un capitolo del "libro cuore"

Leggendo le bacheche di certi tifosi, sui social, si rischia di beccarsi l'orticaria. Gli stessi che qualche giorno fa sostenevano che i giocatori del Palermo fossero degli "scarsoni", mercenari e traditori, oggi li definiscono gli "eroi di Frosinone". Gilardino (nella foto), lo stesso giocatore che questa estate in molti non volevano tra le fila rosa, perché aveva segnato contro il Palermo un gol di mano, oggi è il "pupillo" della maggior parte dei tifosi. La sua commozione dopo la gara vinta contro i ciociari ha intenerito anche i più duri, tanto che qualcuno vorrebbe addirittura assegnargli, ad honorem, la fascia da capitano. E forse la meriterebbe, visto che è tra i pochi che ha sempre messo in campo impegno e dedizione. Ma dichiarare, nel dopo partita, che "questa squadra ha dimostrato di avere le palle", francamente non si può sentire. Zamparini, neanche a dirlo, resta il cattivo della situazione, mentre Ballardini, verso il quale, dopo la partita contro il Verona, erano piovuti improperi "a go go", comincia a recuperare credito a discapito dell'ex Iachini, che è ormai solo un vecchio ricordo. Fa piacere che l'umore dell'ambiente abbia acquisito positività, ma un po' di coerenza, grande sconosciuta da queste parti, non guasterebbe. Se questo gruppo è riuscito a fare una partita "vera" contro il Frosinone, rispolverando grinta e determinazione che si erano viste a singhiozzo in questa stagione scellerata, la rabbia aumenta, perché ciò significa che questa squadra avrebbe potuto salvarsi con largo anticipo. Le dichiarazioni del dopo Frosinone di Sorrentino, d'altronde, sono un'ammissione di colpa: “Quando in un campionato cambi così tanti allenatori non è semplice - ha detto il capitano". Ed ha aggiunto:  - "Inconsciamente tutto ciò ci ha creato degli alibi e quando ci siamo ritrovati in fondo c’è scattato qualcosa dentro e siamo ripartiti.” Un alibi più o meno legittimo, visto che stiamo parlando di professionisti strapagati. Dare il massimo, sempre, dovrebbe essere la regola. E invece, dalle parole di Sorrentino, sembra quasi che questi giocatori abbiano dovuto prendere "una sonora sberla" per risvegliarsi dal torpore a cui Zamparini, con i suoi cambi continui in panchina, li aveva "costretti. E allora ben venga la positività, ma a questo punto salvare il Palermo è un atto dovuto, un imperativo, un obbligo per farsi perdonare da quanto fatto (o meglio non fatto) e non un capitolo del libro cuore. A prescindere dall'impegno e dalle motivazioni, finalmente sembra che si sia trovato un impianto di gioco che può portare risultati, mettendo in campo l'esperienza di giocatori navigati come Maresca, Gilardino, Morganella, Rispoli e Sorrentino. Che si continui così, ora non ci sono più alibi. Restano 270 minuti più recupero per sperare. Da ora in poi testa bassa e pedalare. Poi, al fotofinish, tireremo le somme.

Michele Sardo