Palermo, mercato nullo e "vecchi" deludenti. A gennaio rivoluzione(?), ma potrebbe essere tardi
Il Palermo si avvia verso la sosta di novembre con un umore se possibile peggiore della precedente. I rosanero, infatti, dopo aver raccolto appena due punti nelle ultime tre partite contro avversari molto modesti, si ritrovano a quota 17 dopo 13 giornate, e domenica sera dovranno sperare di non essere troppo vicini alle zone basse della classifica. Uno scenario che neanche il più pessimista avrebbe potuto prevedere.
Provando ad analizzare le cause di questo rendimento negativo, bisogna senza dubbio partire dall’apporto del mercato, ad oggi nullo o quasi. Fatta esclusione per Nikolaou (il cui rendimento è costante e in continua crescita), tutti gli altri acquisti fatti dal direttore Morgan De Sanctis stanno deludendo. Pierozzi gioca a sprazzi, Baniya si è già infortunato due volte; a centrocampo, tolto lo sfortunato Blin, Saric tra infortuni e atteggiamenti poco positivi non sta aiutando, e Verre non sembra avere la continuità nei 90 minuti. In attacco, poi, Le Douaron non trova una collocazione tattica, qualsiasi posizione ricopra delude, i 4 milioni spesi per lui cominciano a pesare parecchio. Appuah trova spazio solo nelle conferenze stampa; Henry, infine, si rende utile ma segna poco. Bisogna, tra l'altro, ricordare che il Palermo è la squadra che ha speso più di tutte sul mercato.
A questo si aggiunge un rendimento molto negativo di alcuni “vecchi”: Segre è la copia sbiadita dell’anno scorso, Brunori è tornato ad essere un caso (e stride ancora di più vista la mancanza di gol che colpisce il reparto offensivo), Di Mariano è rimasto lo stesso, Lucioni è un oggetto misterioso. In questo senso, bravo Dionisi ad aver recuperato Ceccaroni e Insigne, gli unici che stanno rendendo più della passata stagione.
Un quadro che lascia pochissimo margine di speranza per una netta ripresa al ritorno in campo. Tutti guardano a gennaio come possibile momento di svolta, con una piccola rivoluzione interna. Potrebbe essere troppo tardi, anzi sembra già tardi adesso. In questo marasma, il compito più difficile lo ha Alessio Dionisi, che dovrà tenere la barra dritta e portare risultati migliori. Auguri.