Palermo, la sfida di Inzaghi: trasformare la qualità in un sistema
Da ormai tre anni il Palermo si presenta puntualmente ai nastri di partenza della nuova stagione con addosso l'ingombrante etichetta di favorita numero uno per la promozione in Serie A. Un'investitura spesso costruita mediaticamente e sospinta dall'ambizione di una piazza appassionata, ma non sempre pienamente supportata da presupposti realistici. Il Palermo ha spesso avuto a disposizione organici di buon livello generale, ma con delle mancanze strutturali e qualitative, specie nelle seconde linee, che hanno impedito un concreto assalto alle prime posizioni. Dopo il quarto posto della passata stagione e l'eliminazione ai playoff, la società ha scelto di intervenire senza stravolgere la rosa, trattenendo tutti i protagonisti principali dello scorso campionato, e aggiungendo funzionalità, valore tecnico ed esperienza in diversi reparti. Giocatori come Hernani, Estevez, Cassandro e Strefezza hanno aumentato il ventaglio di soluzioni a disposizione di mister Inzaghi, mentre Vavassori e Bozzolan rappresentano delle alternative fresche, pronte a concorrere per una maglia da titolare.
Il vero tema della stagione, però, non si limiterà soltanto alla capacità del Palermo di concretizzare il patrimonio tecnico a disposizione, ma starà anche nel riuscire a definire un'identità riconoscibile e organica per un roster tanto variegato. In ritiro Inzaghi ha lavorato sull'idea del 4-2-3-1, un sistema che dovrebbe consentire di aumentare la presenza offensiva alle spalle di Joel Pohjanpalo e, contemporaneamente, distribuire meglio i compiti nella costruzione del gioco. Il mercato ha seguito proprio questa direzione: Hernani, ad esempio, può offrire soluzioni sia in mezzo al campo sia sulla trequarti, mentre Strefezza aggiunge imprevedibilità e capacità di giocare nell'uno contro uno.
E proprio il ruolo di Pohjanpalo potrebbe costituire un parametro di giudizio per questo nuovo Palermo. Il centravanti finlandese resta il principale riferimento offensivo, ma la chiave per un'annata vincente sarà evitare di dipendere unicamente dalle sue fiammate realizzative. La nuova struttura dovrà permettere a Pohjanpalo di ricevere più palloni nelle condizioni migliori, ma anche offrire alternative quando gli avversari riusciranno a limitarlo. È una delle ragioni per cui il rafforzamento della squadra assume un peso strategico, oltre che gestionale, con lo scopo di valorizzare un bomber tanto micidiale senza per questo risultare prevedibili.
Il Palermo ha già dimostrato nella scorsa annata di poter competere ai vertici, ma per compiere il passo decisivo dovrà combinare il valore degli interpreti con un rendimento stabile, soprattutto nelle partite in cui serviranno pazienza, equilibrio e capacità di trovare soluzioni diverse. L'esordio ufficiale contro il Lecce in Coppa Italia sarà già un primo banco di prova per una squadra costruita con ambizioni dichiarate, non tanto per il risultato in sé, quanto per ricevere ulteriori indicazioni su quanto il corso tecnico Inzaghi-bis stia procedendo nella direzione corretta.
Andrea Bosco