Palermo, la fase offensiva fatica: urge un cambio di passo
Di Emanuele Scarpinato
Sia chiaro: non è di certo il tempo né l'occasione per fare valutazioni definitive su questo Palermo, anche perché, complice il calendario e gli impegni ravvicinati, i rosanero già da oggi dovranno mettersi sotto per un match per nulla facile contro il rivitalizzato Monza di Paolo Bianco. È altresì doveroso, in virtù della prestazione opaca di ieri con il Catanzaro, mettere in luce alcune attuali problematiche di questa squadra.
La produzione offensiva della squadra di mister Inzaghi è, ad oggi, lenta ed abbastanza prevedibile in certi frangenti della gara: questo porta la squadra a fare molta fatica ad arrivare in porta e, conseguentemente, a segnare. Lo dimostra il fatto che, tra le attuali prime dieci squadre in classifica di questa Serie B, il Palermo ha il peggiore attacco insieme alla Juve Stabia (10 gol fatti in 9 giornate).
Quello che si evidenzia maggiormente, oltre al fatto che i rosanero hanno vinto solo una gara (contando anche la Coppa Italia) nelle ultime sei disputate, è la mancanza di inventiva, lucidità e soprattutto imprevedibilità nella trequarti avversaria. Tanto passa dai piedi di Antonio Palumbo, decisamente a corrente alternata in questo inizio di stagione, che ha dimostrato nelle precedenti annate di essere uno fra i migliori trequartisti della serie cadetta italiana.
A ciò si aggiunge una certa tendenza ai balck-out mentali. Non si spiegherebbe, altrimenti, un Joel Pohjanpalo a tratti avulso ed isolato dal gioco rosanero, un Matteo Brunori a secco dal 10 maggio scorso con il Frosinone, un Jeremy Le Douaron utile alla causa ma troppo caotico nelle fasi catartiche delle partite.
Infine, urge anche un cambio di passo dai piedi di Tommaso Augello, sbarcato a Palermo con 7 assist messi a referto nella scorsa stagione di Serie A, ed apparso nettamente in calo nelle ultime partite.
Il Palermo, appare chiaro, ha dimostrato di essere una squadra granitica e difensivamente solida come poche altre in questo campionato, in grado di saper soffrire quando deve e di saper rialzarsi quando è necessario. È altrettanto vero, però, che in questo preciso momento della stagione dove la classifica inizia ad allungarsi e la distanza di punti ad aumentare, servono vittorie e prestazioni convincenti (che non significa necessariamente avere un bel gioco e superare di 4-5 gol gli avversari): per farlo i rosanero hanno bisogno di una manovra offensiva fluida e che porti i propri attaccanti facilmente nella condizione di poter segnare.
Emanuele Scarpinato