Palermo, guai a fare i soliti errori: serve qualità e non quantità per evitare un "Lo Monaco due"

Foschi ha dichiarato che il Palermo farà più acquisti di tutte le squadre di A. Ma non serve una rivoluzione, l'esperienza di Lo Monaco nell'anno della retrocessione dovrebbe aver insegnato qualcosa

E’ iniziato ufficialmente il calciomercato e con esso il tam tam delle voci più o meno infondate che accendono e spengono con la stessa velocità, sogni, speranze ed illusioni del popolo rosanero. Se da una parte i tifosi si sentono rincuorati dalle dichiarazioni dell’ex DS Rino Foschi, che assicura che il Palermo alla fine farà più acquisti di tutti, a gettare acqua gelida sulle aspettative degli stessi ci ha pensato un altro ex Direttore Sportivo, Giorgio Perinetti, che ha invece dichiarato che il Presidente Zamparini per fare mercato aspetterà di conoscere il risultato della gara contro l’Empoli. Entrambi pareri autorevoli, considerato che i due ex DS  conoscono molto bene il Presidente, ma quello che balza subito agli occhi è che le due dichiarazioni sono in esatta antitesi fra di loro. Mancano pochissimi giorni alla sfida più importante del campionato, una partita che sarà davvero da dentro o fuori e i tifosi che speravano di vedere arrivare in città giocatori già pronti per questo campionato restano con il fiato sospeso. Ma mentre il Pescara, diretta concorrente, si sta rinforzando, il Palermo sembra davvero che stia aspettando. “Sta sondando”, “sta pensando”, “sta valutando”, ma il Presidente non aveva detto, qualche settimana fa, di avere le idee chiare su come intervenire in sede di mercato? Quello che è davvero assurdo e strano è che il Palermo non ha un Direttore Sportivo, unica Società della massima Serie che riesce a farne a meno. E’ pur vero che Zamparini non ha mai nascosto che il mercato lo fa lui,  insieme ai tre- quattro consulenti, amici suoi slavi ai quali si è aggiunto di recente lo stesso Foschi. Ma non era andato via perché era stressato dal rapporto con il Presidente? Che dire poi dei consigli di Davor Curkovic, bocciato dai giornalisti sportivi come peggiore consulente della serie A? Ma  non è un po’ anomalo che il procuratore di 7 giocatori rosanero (Jajalo, Trajkovski, Posavec, Balogh, Rajkovic, Sallai e Nestorosvki) sia anche il consulente di mercato del Palermo? Non c’è un conflitto d’interessi? Una questione vecchia, già sollevata nel gennaio dello scorso anno dall’ex team manager Igor Budan Zamparini ha tanti consiglieri – aveva dichiarato Budan a Tuttomercatoweb - ma non penso che un Procuratore possa dare dei consigli ad un Presidente. Non vorrei che poi possa esserci un conflitto d’interessi che non fa bene né ad uno e né all’altro, anche perché i consigli potrebbero dipendere dai calciatori assistiti da quel determinato procuratore” Domande destinate a rimanere senza risposte? Una cosa però è certa, perché è un’esperienza che, ahinoi, abbiamo già vissuto: Rino Foschi ha detto che il Palermo farà più acquisti di tutti, noi crediamo invece, che per continuare a sperare in una salvezza, si dovrà puntare più sulla qualità che sulla quantità. Tutti noi ricordiamo ancora bene il mercato di Pietro Lo Monaco del gennaio del 2013: 13 cessioni e 10 acquisti, a costo zero, che non evitarono al Palermo un’amara retrocessione. Si dice che dagli errori s’impara, forse a Palermo non è sempre così. Ma ogni giudizio, come è giusto che sia, deve essere lasciato in sospeso, almeno fino alla fine di questo calciomercato. Questo sarà il mese alla fine del quale nessuno potrà più mentire o raccontarci le solite favolette e che ci dirà con chiarezza quale sarà il prossimo futuro del Palermo.

Cettina Pellitteri