Tedino e le scelte finanziarie: il Palermo programma il futuro
Con la chiusura ufficiale del mercato estero il Palermo può finalmente iniziare a concentrarsi esclusivamente sul campionato. La società sperava di sfoltire la rosa per permettere a mister Tedino di attuare la propria idea di calcio e per ridurre delle spese al momento troppo ingenti per le casse del club, ma almeno da adesso in poi si potrà lavorare consapevoli di quello che sarà l'organico definitivo della squadra almeno fino a gennaio.
Adesso iniziano le manovre finanziarie. Come riporta in data odierna il Corriere dello Sport, nella mattinata di ieri ha avuto luogo una riunione nella quale erano presenti la presidentessa del CdA De Angeli e il ds Rino Foschi per ridiscutere del piano finanziario del club dopo le mancate cessioni dei "big". Tanti i giocatori con un ingaggio talmente alto da richiedere una necessaria spalmatura: al netto Rajkovic prende ad esempio 650.000 euro l'anno, Jajalo e Nestorovski 500.000 e Rispoli ed Aleesami 400.000, cifre che quest'anno con l'assenza del paracadute sono diventate troppo onerose per le casse societarie.
Inoltre, fra gli argomenti discussi ieri vi è anche quello della formalizzazione dell'iscrizione al campionato e della fideiussione bancaria da 800.000 della società Finworld respinta dalla Federazione, situazione che dovrebbe comunque risolversi a breve. «Ci sono solo due strade possibili: l'immissione di nuove risorse, come più volte affermato dallo stesso Zamparini, o una rimodulazione degli accordi», così riporta Paolo Vannini nel proprio articolo, indicando che la prima di queste strade potrebbe chiamare in casa l'imprenditore svizzero Antonio Ponte, che il patron vorrebbe convincere a far entrare da investitore o addirittura da presidente rimanendo comunque proprietario del club. La seconda invece sarebbe tutta carico del ds Foschi, che dovrebbe trovare nuovi accordi per tamponare le spese almeno fino alla riapertura del mercato a gennaio.
La situazione finanziaria del club non può che ricadere sulla squadra e su Bruno Tedino. Sicuramente aver lavorato tutta l'estate con giocatori dati per partenti senza avere idea dell'assetto finale della squadra ha inciso sulla preparazione e sulle prestazioni, finora poco convincenti, dei rosa; ora il tecnico ha la certezza della rosa che avrà a disposizione e dovrà trovare la giusta alchimia con i 28 giocatori rimasti a disposizione. La sosta sarà utile a Tedino per sistemare le cose che fino a questo momento non hanno convinto come la tenuta difensiva deficitaria, la coesione del gruppo con il reintegro degli "scontenti" e la tenuta fisica di giocatori degli ultimi arrivati Puscas e Falletti.
Redazione