Floriano MVP, Pelagotti torna «San Pela»: le pagelle

Floriano MVP, Pelagotti torna «San Pela»: le pagelle

Pelagotti 7

Dopo tante partite poco convincenti e tanta insicurezza contro il Foggia Pelagotti ritorna “San Pela”. Le due parate effettuate nel primo tempo, nel computo della gara, risultano determinanti perché impediscono agli ospiti di trovare la rete nel loro miglior momento. Prima riesce a mettere la mano scendendo molto rapidamente a terra e mettendo la manina sul tiro da dentro l’area di Vitale, poco dopo si supera togliendo dalla porta una punizione di Curcio che sembrava già dentro. Dopo di che praticamente il nulla fino a fine gara.

 

Marong 6

La cosa più difficile, nel calcio come nella vita, è ripetersi dopo aver stupito la prima volta e il giovane Marong non ha tradito le attese. Ritrovatosi nuovamente titolare, complici anche le assenze di Somma e Palazzi, il giovane difensore rosa sforna un’altra prestazione molto soddisfacente seppur meno appariscente rispetto a quella della scorsa gara. Chiaramente rimane ancora qualcosa da sistemare in alcuni fondamentali ma, considerato che fino ad una settimana fa era considerato un corpo estraneo alla causa rosanero, non vi sono dubbi che vista la giovane età si tratti comunque di tanta roba.

 

Peretti 6

Schierato da centrale del terzetto difensivo fa una partita attenta, senza brillare ma senza demeritare. Anche lui paga i difetti della giovane età e della poca esperienza tra i professionisti, soprattutto sull’aspetto della foga nei contrasti spesso al limite, ma riesce nonostante tutto a dare prova di solidità e affidabilità.

 

Marconi 6

Dalle sue parti, vista anche la spinta offensiva data da Valente, gravita spesso Kalombo che con la sua velocità lo mette spesso in difficoltà soprattutto nel primo tempo. Nella ripresa, con un Palermo più centrato nel match, soffre molto meno e gestisce la gara con attenzione ed ordine.

 

Almici 5,5

Ancora una volta Alberto Almici cercasi, nel senso che il Palermo non ha ancora ritrovato il giocatore fuori categoria ammirato ad inizio campionato. Forse sarà un girone di ritorno compromesso dal brutto infortunio patito all’andata, o ancora il cambio di ruolo ad esterno di centrocampo e un nuovo modulo non assimilato appieno, le ipotesi possono essere tante sta di fatto che contro il Foggia a livello offensivo fa molto poco, e quelle poche volte che si affaccia in avanti butta palloni in area in maniera abbastanza causale senza dare un reale apporto alla manovra rosanero. Qualsiasi siano le motivazioni questo ragazzo va assolutamente recuperato per i potenziali play-off, perché gli spareggi giocati con il miglior Almici potrebbero essere molto più interessanti.

 

Luperini 5,5

Poco meglio delle ultime due uscite, ma ancora non abbastanza. Si spende tanto, corre nel poco spazio concesso fra centrocampo e i due trequartisti ma di tagli riusciti bene neanche l’ombra. Rispetto al match contro la Vibonese quantomeno ci prova ma risulta per essere spesso fuori dalla manovra offensiva dei rosa. Anche qui difficile dire se è un problema di condizione atletica o di familiarità con il modulo ma appare chiaro che al momento questa, purtroppo, sembra essere la normalità e i primi match con Filippi invece un caso.

 

dal 66’ Odjer 6

Entra al posto di Luperini e rende molto più massiccio il centrocampo in termini di quantità, agevolando anche e soprattutto da buon scudiero il lavoro di De Rose in fase di interdizione.

 

De Rose 6

Una delle sue partite migliori negli ultimi tempi. Contro il Foggia l’ex Reggina sembra aver mostrato segni di miglioramento soprattutto in termini tattici e di familiarità con il modulo, riuscendo a rendersi molto più utile e concreto rispetto alle ultime uscite. Con l’ingresso di Odjer, nella ripresa, riesce a fare ancora meglio grazie al supporto del compagno in mediana che gli alleggerisce il carico di lavoro, meglio anche in fase di impostazione e più volte presente anche avanti con qualche conclusione dal limite.

 

Valente 6,5

La partita contro il Foggia probabilmente è il punto di equilibrio più alto raggiunto finora da Valente come esterno di centrocampo. Nei primi match a guida Filippi tanta spinta offensiva e naturali difficoltà in copertura, per sistemare la fase difensiva nelle gare successive ha dovuto per forza di cose sacrificare la spinta in avanti ma nel match di ieri è riuscito ad equilibrare molto bene entrambe le fasi. Primo tempo più attento visto il momento positivo degli ospiti, ripresa più propositiva in avanti con tanto dialogo con Floriano e la rete decisiva per la vittoria. Ulteriore conferma di uno dei giocatori più costanti del Palermo.

 

Kanoute 5,5

Di certo non è il corpo estraneo visto per larga parte del campionato. Si vede che dietro il lavoro in campo di Kanoute c’è tanta corsa e tanto impegno, sta di fatto che poi emergono sempre i soliti limiti in termini di concretezza nei passaggi o nel salto dell’uomo che spesso si limita a doppi passi che non possono uccellare gli avversari per un’intera gara. Visto l’ottimo ingresso in campo dalla panchina nelle due gare precedenti a questa forse schierarlo nella ripresa, con le squadre più stanche, potrebbe essere una soluzione migliore per sfruttarne appieno le caratteristiche.

 

dal 80’ Santana S.V.

 

Floriano 7

Senza alcun dubbio la sua miglior prestazione stagionale. Esordisce subito con una bella percussione e un tiro a giro dopo neanche trenta secondi di gara, per il resto è una vera e propria spina nel fianco della retroguardia del Foggia tagliando spesso i reparti avversari come una lama nel burro senza possibilità di contrastarlo senza le maniere forti. Tanti tiri verso la porta, tanta corsa e lo splendido assist per il gol di Valente che gli vale la palma di migliore in campo, se non altro perché è stato uno dei pochi a provarci e ad essere costante dal primo all’ultimo minuto di gara. Ritrovare fisicamente e mentalmente un giocatore della sua qualità per i potenziali play-off è semplicemente grasso che cola.

 

Rauti 5,5

Aveva ragione chi diceva che quello di prima punta, per il giovane Rauti, non è il ruolo ideale. Di fatto il centravanti rosanero, a differenza di Lucca che gioca in verticale sull’asse centrale arrivando anche a prendere il pallone a centrocampo, punta più a defilarsi sulla destra favorendo gli inserimenti dei trequartisti ma finisce per essere quasi del tutto ininfluente nella fase di finalizzazione finale. Avendo constatato tutti che è un giocatore particolarmente dinamico metterlo unica punta centrale lo sacrifica tantissimo, portandolo sì a mettere i compagni nella posizione di andare verso l’area ma compromettendo quasi del tutto le sue possibilità di rendersi pericoloso in zona gol.

 

dal 62’ Saraniti 5,5

Tenta una mezza rovesciata dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo, per il resto fa e viene servito molto poco per rendersi pericoloso.

 

 

Filippi 6

Il tecnico rosanero, rispetto al match contro la Vibonese, a parte i cambi obbligati in difesa varia soprattutto la trequarti lasciando Rauti come terminale offensivo nonostante la prova poco brillante nell’ultima gara. Anche contro il Foggia la scelta di Rauti prima punta non paga e così come visto sabato scorso nel primo tempo i rosa faticano a dare ritmo alla manovra e fare gioco in maniera realmente concreta. Nella ripresa riesce a dirottare il match nei binari giusti anche grazie all’inserimento di Odjer al posto di un non brillante Luperini, il Palermo inizia così a dominare il possesso palla e rendendosi più volte pericoloso fino al gol nel finale che regala tre punti fondamentali. La squadra è questa, può vincere con tutti e perdere contro tutti e il  3-4-2-1 presenta i suoi pregi e i suoi difetti ma questa volta, al netto di una prestazione non particolarmente brillante, i tre punti sono arrivati e servono a smuovere la classifica in vista di un match molto delicato contro il Bari.