Palermo, è stato un 2024 (sportivamente) funesto

Palermo, è stato un 2024 (sportivamente) funesto

Da Cittadella (13 gennaio) a Cittadella (29 dicembre), da una sconfitta a un'altra sconfitta, lo stadio "Tombolato" come lo specchio di un anno solare sportivamente fallimentare per il Palermo.

Il 2024 ha evidenziato tutte le difficoltà patite finora dalla struttura organizzativa e gestionale del City Group nel progetto rosanero.

Eppure, dopo la prima debacle veneta, l'anno sembrava potesse regalare sorprese felici: con gli arrivi di Diakité e soprattutto Ranocchia nel mercato di riparazione, la squadra di Corini si era rianimata d'improvviso, inanellando una serie di vittorie (vs Modena prima e poi Bari, Feralpisalò e Como) e di risultati utili riportandosi così a -1 dal secondo posto.

Ma da quel famigerato secondo tempo di Cremona (24 febbraio, rimontato da 0-2 a 2-2 con l'uomo in più), il Palermo non si è più ripreso, ha perso anzi ogni certezza e si è sgretolato.

Ne ha pagato le conseguenze mister Corini, che dopo la trasferta di Pisa (1° aprile, sconfitta rocambolesca per 4-3) è stato esonerato. Un segnale preciso, inedito da parte della società, quasi una sconfitta per chi come allora si era proposto un programma diverso, fondato sulla fiducia nei riguardi del proprio mister e sull'attesa almeno sino alla conclusione del progetto sportivo con l'allenatore e dunque del suo contratto.

L'arrivo di Mignani non ha dato la sterzata voluta, la vittoria ai playoff contro la Sampdoria (17 maggio, 2-0) ha solo gettato fumo negli occhi e il confronto successivo col Venezia (20 maggio, 0-1, e 24 maggio, 2-1) ha poi mostrato tutte le lacune dei rosa a cospetto di una grande del campionato cadetto, che aveva più fame, più determinazione, più personalità.

Alla sconfitta ha fatto seguito la celeberrima dichiarazione di Brunori, che tuttora dirigenza e società si trascinano e che soltanto a gennaio potrebbe trovare una soluzione.

Il CFG si è proposta di dare inizio alla nuova stagione con un budget importante per la costruzione della rosa e due nuove figure nell'asset dirigenziale: Morgan De Sanctis come nuovo direttore sportivo e Alessio Dionisi come nuovo tecnico (entrambi ufficializzati il 7 giugno).

Il mercato si rivelerà alla lunga zoppicante, ambizioso ma di scarsa sostanza e il Palermo, anche sfortunato per via di alcuni gravi infortuni, ne pagherà subito le conseguenze.

Un'altra vittoria, l'unica realmente convincente finora della stagione 24/25, quella contro lo Spezia (1° dicembre), finirà per illudere, anzi inebriare come suggerirà poi lo stesso Dionisi. Il seguito è un incubo fino appunto a Cittadella. 4 sconfitte in 5 partite, panchina dell'ex Empoli e Sassuolo che traballa, poltrona di De Sanctis che scotta e lo spettro mai pronosticato dei playout a soli 4 punti. Mentre la Serie A è ormai più di un sogno, il 2025 dovrà adesso costruirsi su basi completamente differenti. Già da gennaio, sul campo e non solo.