Palermo da ricostruire, ma la base c'è

Distruggere per rifondare? Sì, ma ripartendo dai punti fermi.

Palermo da ricostruire, ma la base c'è

Ripartire da zero. O forse, un passo avanti.

Il Palermo che rinascerà dalle ceneri di questo organico dovrà certamente cambiare volto ed allontanarsi radicalmente dall’immagine impressa nei tifosi dopo questa stagione.

Ma ci sono già le basi per una ricostruzione.

 

A partire dal centravanti. Per il Palermo, Ilija Nestorovski rappresenta una fortuna, qualunque sia il suo destino. Se il macedone decidesse di restare, sarebbe l’arma in più per affrontare la serie cadetta: il carisma e le doti del numero 30 rosanero in Serie B sarebbero letali. E se invece venisse ceduto al miglior offerente, consentirebbe alla nuova dirigenza di partire da un ottimo budget per la campagna acquisti estiva.

 

Poi ci sono i veterani: è da convincere capitan Rispoli, che all’apertura del calciomercato avrà senz’altro l’opportunità di trasferirsi per mantenere la categoria, ma che potrebbe fare una scelta di cuore, restando anche in B, con la fascia al braccio e pronto a mangiare chilometri sulla fascia per riportare subito il Palermo in A; e c’è Diamanti, che durante il duro sfogo della scorsa settimana ha espresso la volontà di restare anche nella serie cadetta.

Due calciatori d’esperienza che rappresenterebbero un lusso per la categoria.

 

Ci sarà bisogno di un portiere navigato, per non ripetere l’errore di valutazione (grave) commesso in sede di costruzione della rosa. Ma Fulignati e lo stesso Posavec hanno il potenziale per fare un buon percorso di crescita, se liberi da responsabilità gravose come una salvezza in Serie A.

E non tutto, nella retroguardia, è da rifare: Goldaniga non ha certo brillato, ma è giovane ed un ritorno in B, dove a Perugia aveva fatto benissimo, potrebbe rilanciarlo; Pezzella è già in grado di prendere il posto di Aleesami, che non sarà facile trattenere a Palermo; Andelkovic è in scadenza, ma in B troverebbe la dimensione per tornare ai buoni livelli espressi con Iachini.

 

Il reparto che più degli altri avrà bisogno di una vera rivoluzione sarà il centrocampo: servirà un regista vero ed una nuova ossatura del reparto.

E poi ci sono i giovani talentuosi come Lo Faso, La Gumina, Bentivegna, da accompagnare in un percorso di crescita che li valorizzi, finalmente.

 

La nuova dirigenza dovrà certamente attuare un piano di ricostruzione, ma potrà fare affidamento su poche solide certezze per un futuro tutto da scrivere.