Palermo Supremacy
Il risultato finale a questo giro è un narratore quanto mai veritiero. Netta è stata la supremazia del Palermo, che prosegue la sua striscia di vittorie con un 4-1 netto rifilato alla Cittanovese, squadra gagliarda e combattiva ma tecnicamente distante anni luce dal sodalizio rosanero.
La storia si scrive tutta nel primo tempo. Per il vantaggio basta un solo giro di lancette: la firma è come sempre quella di Ricciardo, una sentenza non impugnabile in area di rigore. Da quel momento in poi il Palermo ha dato la sensazione di poter controllare la partita a piacimento. Il raddoppio di Lancini ha messo in ghiaccio la partita; il terzo gol siglato ancora da Ricciardo su rigore (con buona pace di Accardi, il cui urlo di gioia per una rete meritata è stato strozzato dal fischio dell’arbitro) ha legittimato il successo.
Tanto importante è stata la fase offensiva (nella quale Felici ancora una volta si è distinto per spirito di iniziativa e qualità) quanto determinante è stato l’apporto della retroguardia. La Cittanovese ci ha anche provato a mettere pressione al Palermo ma ha dovuto fare il conto con il generale Crivello, baluardo insuperabile della retroguardia. Un piccolo premio per l’impegno della squadra giallorossa è arrivato comunque quando il liscio di Lancini sul cross dell’ottimo Paviglianiti ha consegnato a Giorgiò l’opportunità di segnare un gol al “Barbera”. Un errore comunque abbastanza veniale e sostanzialmente ininfluente.
La ripresa è stata puro “Garbage Time”. Il Palermo ha mostrato qualità e personalità nella gestione della partita dando l’impressione di non aver nemmeno bisogno di usare le marce alte per contenere la pressione degli avversari. Pergolizzi ne ha dunque potuto approfittare per far ruotare moduli e giocatori: a Sforzini, alla prima nel suo nuovo stadio, son bastati trenta secondi per trovare il suo primo gol in rosanero. La differenza tra il Palermo e le altre compagini è resa icasticamente dalla sua presenza: farebbe comodo a tante squadre di C ma in rosanero è il cambio di Ricciardo. Almeno per il momento.
Per la squadra di Pergolizzi, la cui bontà delle scelte viene confermata del campo, fanno sei vittorie in sei partite: un segnale impetuoso di forza mandato ad una concorrenza che ha potuto lavorare con più calma per preparare la stagione. Guai però a rilassarsi: Acireale e Licata sono ancora in scia e prossima settimana c’è da affrontare il Biancavilla, unica squadra che (seppur in una situazione che rilevava il giusto nell’economia dell’annata) ha fatto piangere i rosanero in questo inizio di stagione.
Redazione