Le Douaron, très bien: Palermo-Bari 1-0, le pagelle

Le Douaron, très bien: Palermo-Bari 1-0, le pagelle

Il bello e il brutto del calcio condensato in un freddo pomeriggio di Santo Stefano trascorso allo stadio Renzo Barbera, un paradosso che per una volta fa gioco al Palermo: per larghissimi tratti di campionato, nonostante le basi gettate per vincere le partite, tutti a casa col bottino magro, quando non nullo; ieri, al termine di una prestazione quantomeno sottotono, finalmente la vittoria.
A forza di “prestazioni” senza risultato, la classifica rosanero si è ridotta ad uno sgretolato muro del pianto: i tre punti brutti e sporchi conquistati contro il Bari sono una boccata d'ossigeno in un momento di grave asfissia.

Palermo-Bari, ultimo turno di un girone d'andata degno di una sana cancel culture, si gioca in un clima surreale: davanti a 15 mila tifosi (5.584 biglietti venduti e tanti abbonati rimasti a casa) che per usare un eufemismo qui definiamo sviliti: l'ormai noto valzer del “Vaffa” ballato ancor prima dell'inizio del match, invito ripetuto a più riprese durante la gara; novità di formazione irripetibile (?): Brunori in campo dal 1'; partita brutta, bruttissima; un paio di puntali tentativi di farsi del male da soli; un avversario ben messo in campo, con personalità.
E il gol della vittoria che ancora una volta arriva da palla inattiva (ultimo su azione un mese fa, tirato fuori dal cilindro di Di Francesco), il secondo di fila di Le Douaron (c'è vita fuori da Brest!), il primo del francese al Barbera.
Alla fine della giostra sgangherata, tre punti che in ottica salvezza (sic) sono preziosi come l'acqua nelle dighe siciliane.



PALERMO-BARI 1-0, LE PAGELLE DEI ROSANERO

Desplanches 6,5: SPOILER: non è Lev Yashin. Ha fatto errori gravi e ancora ne farà. Ma vale la pena, ogni tanto, ricordare l'anno di nascita del ragazzo: 2003. Nel primo tempo è preso di mira dai tifosi alle sue spalle, perché colpevole di scarsa reattività nelle potenziali ripartenze del Palermo. Lui sfodera una buona prestazione, chiude la porta brillantemente in tre occasioni e alla fine della gara scioglie tutta la tensione accumulata in un lungo abbraccio con un paio di compagni e membri dello staff.

Baniya 5,5: Vero, il Palermo ha mantenuto la porta inviolata. Ma ancora una volta, quanta sofferenza e imprecisione. L'italoturco dà sempre l'impressione di metterci l'anima, ma la sensazione di insicurezza del reparto è ormai una costante. Buona copertura della zona, non sempre perfetto in marcatura. Si può fare di più.

Nikolaou 5,5: Vale quanto scritto sopra per il compagno di reparto. Troppo spesso sembra che la luce si spenga: errori banali che possono costare (e sono costati in stagione) l'intera posta in palio. Il clean sheet di ieri ha il retrogusto di episodio. E di portiere in grande spolvero.

Ceccaroni 6: Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi. E anche quella squadra che non ha bisogno di soluzioni interne da adattare a causa di lacune palesi di calciomercato. In origine centrale, poi terzino, poi di nuovo centrale, adesso braccetto: jolly a sua insaputa. Soffre con tutto il reparto, ha anche una palla gol che spreca, esce per crampi, ma ancora una volta fa il suo dovere.
dal 84' Nedelcearu s.v.: un'ammonizione evitabile e nient'altro da segnalare.

Diakité 5,5: Per la prestazione nel complesso meriterebbe la sufficienza: tanta corsa (quella non manca quasi mai), un paio di buone sovrapposizioni, un bel cross non sfruttato da Le Douaron a inizio match, una capocciata in mischia finita di poco sopra la traversa. Ma c'è un ma: la superficialità sul retropassaggio a Desplanches, che per poco non si traduceva nell'ennesimo quasi autogol di questo campionato, è una macchia difficile da sciogliere.

Ranocchia 5: A tratti irriconoscibile. La crescita delle ultime settimane è messa in stand-by, si spera, soltanto per Santo Stefano.
Testardo nel ricercare a tutti i costi la giocata, il secondo dribbling dopo il primo riuscito, impreciso nel passaggio corto. La qualità è innata, ma senza applicazione resta fine a se stessa.

Segre 6: Polmoni enormi, come sempre. Nel Palermo di Dionisi ha un nuovo ruolo, compiti diversi, equilibri che passano soprattutto dalla sua occupazione degli spazi. Non è perfetto in alcune scelte e nel secondo tempo va in sofferenza insieme a tutto il reparto.

Verre 5: Impalpabile, o meglio intermittente come le lucine dell'albero. È palesemente in una forma fisica calante, tanto che la sua partita dura meno del solito. E senza la sua inventiva, la fase offensiva del Palermo non si accende mai.
dal 58' Vasic 6: Vale quanto detto per il portiere: i giovani sbagliano. E hanno bisogno di giocare e di sbagliare per crescere. Ma il serbo ci sta provando. In termini di intensità ridà vigore ad un centrocampo in estrema sofferenza, disegna un'apertura chilometrica per Lund, tenta una sgroppata a tutto campo senza fortuna. Ma non riesce mai ad incidere. C'è tanto lavoro da fare.

Di Francesco 6: Il tiro a giro che per poco non beffa Radunovic avrebbe meritato più fortuna. La corsa è quella di sempre, ma la posizione in campo, più bassa, non ne premia le caratteristiche. Dovrà abituarsi.
dal 46' Lund 6: Inizia la sua partita da quarto di centrocampo, la finisce da quinto in difesa. Utile in una ripresa che ha visto il Bari troppo spesso padrone anche delle fasce.

Brunori 6: Qualcuno ha avuto la sensazione che fosse in atto un commiato, the last dance, il bicchiere della staffa. Percezioni e null'altro fino al 2 gennaio. Ma se così fosse, quella traversa ancora tremante grida vendetta. Discreta l'intesa con Le Douaron, discreto l'impegno per guadagnare qualche metro di campo e qualche punizione da zone fertili anche nei momenti di affanno della squadra. La speranza? Che piuttosto che l'ultimo, quello di ieri sia il primo di tanti altri balli al Renzo Barbera. La certezza? Il suo impiego può essere utili, ma non è la panacea di tutti i mali.
dal 76' Henry 6: Subito nel vivo del match con un colpo di testa ben indirizzato ma troppo debole per impensierire il portiere avversario e con un bell'assist mai sfruttato da Insigne. Come sempre, tanta quantità.

Le Douaron 6,5: Bissa la prima rete in rosanero del Mapei con un gol sporco, in mischia, col piede debole. Già vicino al gol nei primi minuti con un colpo di testa su assist di Diakité. E in generale, più a suo agio in tandem con Brunori, le cui caratteristiche meglio si sposano nella gestione dei movimenti e degli spazi nell'ultimo terzo di campo. Il francese sta prendendo confidenza con la Serie B. E considerando il costo del suo cartellino, non resta che dire: era ora.
dal 76' Insigne s.v.: Una sola occasione per chiudere i conti: non era semplicissimo, ma si poteva sfruttare meglio.