Jajalo, gli chiediamo quel che non ha

Le difficoltà a sviluppare in modo fluido la manovra offensiva. Il croato è in cabina di regia, troppe responsabilità.

Jajalo, gli chiediamo quel che non ha

C'è un giocatore rosanero del quale si parla tanto: è Jajalo. Se ne parla perché nelle prime quattro giornate di campionato s'è notata una evidente difficoltà a render fluida l'avvio delle azioni d'attacco rosanero. Ci si aspetterebbe, in quel ruolo, un contributo più fantasioso, un segnale d'ispirazione che obiettivamente non c'è. Però, urge fare una precisazione onde evitare di buttare l'acqua sporca con tutto il bambino. Una cosa è non impegnarsi, un'altra è non riuscire a dare seguito alle attese e alle responsabilità che il mondo ti poggia sulle spalle. In questo caso, infatti, a Jajalo viene chiesto decisamente più di quel che può dare. Lui non è il regista che cerchiamo. Fa quel che può e secondo me lo fa anche bene. Suda e tampona.

Il problema non è suo. E' del Palermo. Che gli ha affidato un ruolo che tecnicamente è più grande di lui. Il croato, probabilmente, sarebbe più adatto a stare accanto al regista, nella posizione (per intenderci) che occupava nella scorsa stagione Barreto, a fianco di Maresca. Jajalo è ordinato, tatticamente intelligente, utile in fase di copertura. Gli manca la capacità di verticalizzare, di cambiare marcia, di ispirare e di inventare. A me, comunque, non dispiace. E' di quelli che poco si notano ma che servono a tenere in piedi la squadra.

S'è parlato di Maresca e di Brugman come possibili alternative e un altro che potrebbe cimentarsi in quel ruolo potrebbe anche essere il fenomenale Hiljemark. Tutte opzioni più o meno valide, che però non devono essere segnali di bocciatura di Jajalo. Sarebbero soltanto soluzioni più adeguate. Ma bocciarlo, o sotterrarlo con le critiche è eccessivo. Non si chiama Pirlo, Si chiama Jajalo.

Foto di Pasquale Ponente.