D'Artagnan Nestorovski e i suoi moschettieri per la serie A
L’equilibrio continua a regnare sovrano in serie B
L’equilibrio continua a regnare sovrano in serie B, campionato nel quale nessuna squadra appare attualmente al di sopra delle altre.
Dopo tredici giornate, cioè quasi ad un terzo del totale, non abbiamo ancora individuato quale sia la squadra da battere. Non lo è certamente il Frosinone che comanda la classifica ma che non riesce a fare due vittorie di fila. Non lo è l’Empoli che soprattutto al Castellani spreca regolarmente la possibilità di allungare sulle altre. Non lo sono le neo promosse Venezia, Cremonese e Parma che alternano exploit esterni a flop casalinghi. Non lo è soprattutto il Palermo che tra le prime è quella che ha perso di meno (una sola volta n.d.r.) ma non ha ancora l’autorità per chiudere le gare e anche sabato ha subito l’ennesima rimonta.
Eppure i rosa, continuiamo a pensarlo, hanno rispetto alle antagoniste una rosa di giocatori un gradino più in alto tra titolari e riserve. Dieci giocatori in nazionale non li ha nessuno tra i cadetti e anche in serie A sono poche le squadre che possono annoverare un numero cosi alto di convocati ad ogni impegno internazionale. Per carità, stiamo sempre parlando di giocatori della Slovenia e della Macedonia, non certamente della Spagna, della Germania o del Brasile, ma in serie B possono e devono fare la differenza. Si potrebbe di contro obiettare che proprio il fatto di non averli nelle settimane dedicate agli impegni internazionali può costituire un handicap ma siamo convinti che non può altrettanto essere un alibi.
A Pescara, ad esempio, erano in campo, tutti disponibili, e i rosa non sono riusciti ad affermarsi contro un avversario che fino ad ora ha subito imbarcate di gol anche da compagini di media bassa classifica (nel turno precedente 0 a 3 con il Brescia n.d.r.).
Insomma, questo campionato, a meno di clamorosi filotti di risultati positivi di una o più contendenti, si deciderà soltanto dopo marzo quando inevitabilmente un gruppetto di formazioni avra’ espresso in pieno il proprio potenziale. Ci auguriamo che tra queste ci sia il Palermo che continua a giocare le gare casalinghe nel vuoto più totale del Barbera e che dovrà pertanto trovare al suo interno risorse e motivazioni per restare al vertice. Ci conforta il fatto che Tedino abbia soprattutto un merito sugli altri, quello di avere rigenerato un gruppo e di averlo fatto diventare una squadra nella quale nessuno gioca per suo conto ma nella quale attorno a D'Artagnan Nestorovski si siano compattati tutti i moschettieri. Alla fine solo il tempo potrà dire se la tenzone sarà vinta e se ad ascriversene i meriti sarà ancora quel re inviso alla gente che non ci pare, aldilà dei roboanti annunci e delle scadenze proclamate e regolarmente disattese, abbia intenzione di abdicare.
Redazione