Milan, con Montella si gioca per attaccare
Gli avversari del Palermo di oggi. Il Milan punta l'Europa attraverso il gioco offensivo.
Dopo una buona prima parte di stagione, il Milan ha avuto (complice anche l’aver perso un giocatore importante come Bonaventura) un calo deciso nel girone di ritorno. I rossoneri pur essendo tecnicamente cresciuti rispetto all’anno scorso, hanno comunque dimostrato di non poter andare oltre un certo limite.
Schierato con il 4-3-3 dal tecnico Vincenzo Montella, il Milan gioca un calcio dall’elevata intensità offensiva che rispecchia fedelmente i dettami del suo allenatore. I rossoneri attaccano con almeno cinque uomini: gli esterni offensivi a piedi invertiti partecipano attivamente alla rifinitura del gioco, i terzini allargano il campo con le sovrapposizioni e le mezzeali si inseriscono in area, costringendo le difese avversarie a sforzi significativi.
Il pericolo principale dei rossoneri è senza dubbio Carlos Bacca, giocatore non di rado avulso dal gioco ma dotato di un grande fiuto del gol; occhio anche al rientrante Suso e a Deulofeu, che può far male con il suo gioco tra le linee.
Come logica conseguenza di un gioco molto proiettato in avanti, il Milan tende a concedere molti contropiedi e situazioni di campo aperto; un’altra debolezza è quella legata ad un approccio alle partite non sempre deciso (come domenica scorsa o nella gara d’andata) che denota una qual certa fragilità emotiva.
Difficile, in teoria, pensare che il Palermo, ormai solamente in attesa delle scure dell’aritmetica, possa impensierire un Milan che prova a giocarsi l’Europa ma ha ragione Diego Abatantuono quando definisce i rossoneri una squadra battibile. Per ottenere un risultato che addolcirebbe questo finale amaro bisognerà tirare fuori quel che si ha e anche quel che non si ha.
Redazione