Il giornalista palermitano Mario Giglio, direttore dell'emittente locale Canale 46, è stato ospite della tredicesima puntata di Rotocalcio. Giglio ha detto la sua sulla rivoluzione tecnica e sul momento critico in casa rosanero, soprattutto dopo la pesante sconfitta di Genova.
Viviani ha stravolto la formazione che aveva vinto contro l'Hellas Verona, tenendo in panchina giocatori come Gilardino e Trajkovski che avevano fatto bene la scorsa partita: "Sì, è vero, Viviani ha cambiato un po' di cose. In conferenza stampa ho fatto un appunto ben preciso, ovvero che il Palermo giocando finalmente con il 3-4-3 ha lasciato intravedere poca confusione, infatti i tre difensori: Goldaniga, Andelkovic e Gonzalez sapevano bene come agire, i quattro centrocampisti hanno lavorato bene, ma soprattutto abbiamo visto Vazquez giocare in avanti. Lui può diventare devastante se gioca da punta, a centrocampo è troppo marcato. El Mudo cerca sempre il dribbling, può saltarne due ma il terzo sicuramente lo metterà giù. Siamo tornati al modulo di Iachini, dove si preferiva il possesso palla piuttosto che fare gol".
Quest'anno probabilmente la quota salvezza è più alta dei 40 punti prefissati, il Palermo a quanto dovrebbe arrivare per salvarsi? "Noi dobbiamo pensare al nostro campionato, avrei voluto che contro il Genoa fosse stata schierata la squadra migliore che esprimesse al meglio il nostro gioco, stare a guardare come giocano le altre squadre e adattarci ad esse è stato un errore gravissimo. Dal ritiro mi ero fatto un'idea che l’unico modulo con cui si potesse giocare fosse il modulo già citato prima, ovvero il 3-4-3. Certo quest'estate c'era Belotti, ma poi è arrivato Gilardino a sostituirlo. Può sembrare strano ma se le attitudini dei giocatori vengono snaturate la squadra non rende. Infatti Vazquez sarà la nostra croce e delizia, se non diventa un giocatore utile, anche se fa vedere cose importanti, potrà essere addirittura un peso per la squadra. Da lui mi aspetto molto, ha le potenzialità per fare grandi cose".
Quanto pesa l'assenza di Rigoni e Maresca nel centrocampo rosanero?: "Rigoni aveva già un accordo con il Genoa. Prima del litigio con il presidente, infatti, non giocava e quando veniva schierato si vedeva che non dava il massimo. Certo era un giocatore che ancora poteva essere utile al Palermo, non discuto le sue potenzialità. Per quanto riguarda Maresca andrebbe schierato sempre titolare, lo scorso anno con lui in campo il Palermo ha sempre vinto, è un giocatore con buonissimi piedi e un gran cervello".
Per quanto concerne i due nuovi acquisti, Cionek e Balogh, possono essere dei rinforzi utili per il Palermo? Tra i tifosi c'è parecchio pessimismo..: "In realtà c'era parecchio scetticismo anche quando arrivarono giocatori come Dybala, Toni, Cavani e Amauri. Io sono convinto che Balogh può venire fuori e fare la differenza. Bisogna capire se la squadra riesce a supportarlo. Potremmo avere anche Cristiano Ronaldo, ma se non gli arriva un pallone neanche lui giocherebbe bene. Naturalmente sarebbe importante, in questo momento, acquistare un giocatore di esperienza".
Negli ultimi giorni si è parlato dell'inserimento in società di Predrag Mijatovic, ma il presidente sarebbe disposto a cedere la società? "Maurizio Zamparini non è disposto a cedere, questa è una certezza. Naturalmente il suo sogno, dato che l'età va avanti per tutti, sarebbe quello di lasciare il timone ad investitori che possano regalare alla città di più di quanto abbia fatto lui".
Si è tanto parlato di Rino Foschi come nuovo direttore sportivo del Palermo, adesso è stato fatto il nome di Walter Sabatini... : "Walter è sicuramente un grande, io mi sono rivisto con lui e non è vero che sono in pessimi rapporti con il presidente, tutti questi conflitti si risanano subito. Per quanto concerne Foschi, il suo cuore è sempre rosanero. Inoltre conosce Zamparini meglio di tutti, ed è abituato a i suoi cambi d'umore".
La prossima partita, in casa con l'Udinese, sarà fondamentale per recuperare punti e risalire la classifica: "Noi dobbiamo pensare a noi stessi, non ci deve interessare chi abbiamo davanti. Mi auguro che i tifosi vadano tutti insieme allo stadio per tifare una squadra sola, quando si entra lì dentro si devono dimenticare tutti i conflitti e tifare il Palermo ad unisono. Stessa cosa vale per i giocatori, devono sudare e dare tutto per questa maglia. Loro devono entrare in campo come se stessero giocando per il Real Madrid o il Barcellona. Il Palermo, per riuscire a conquistare la salvezza, ha bisogno di serenità all'interno dello spogliatoio e tra i tifosi".
Luca Matracia