Maresca è tornato (come i tre punti)

Prima da titolare e ritorno al successo: coincidenza? La sua esperienza sarà utile per alleggerire il compito dei compagni.

Maresca è tornato (come i tre punti)

 

Due Coppe Uefa e una Supercoppa Europea, uno Scudetto e una Supercoppa Italiana, insieme a una Coppa del Re e una Supercoppa di Spagna, significheranno pur qualcosa. Pochi fra i giocatori “normali” possono vantare un palmares del genere, a cui aggiungere più di cinquanta gare in campo europeo. Ma “normale”, per il Palermo, uno come Enzo Maresca non lo è.

Elemento determinante, decisivo: un fattore in più per i rosanero. Lo accennano le sensazioni, perché con lui in campo in termini di fluidità è tutto un altro Palermo, lo confermano i numeri. Prima di Bologna aveva giocato pochissimo: 7 minuti contro il Carpi e 34 contro il Sassuolo. E proprio come in questa stagione, nello scorso campionato entrò stabilmente nei meccanismi di Iachini tardi, a partire dalla decima giornata. Era la vittoria contro il Milan a San Siro a cui seguirono altri sette risultati utili consecutivi. Mise il sigillo, insomma, nella miglior fotografia del Palermo 2014/15.

E contro il Bologna, Maresca ha ripreso il discorso che aveva interrotto. Con poche ma efficaci armi: l’esperienza e la semplicità. Con la capacità di saper “leggere” prima le giocate altrui e di far sempre la cosa più giusta in mezzo al campo, in quella zona dove il pallone “scotta” di più. Per Maresca 90 minuti per nulla appariscenti ma decisamente efficaci, anche nell’innalzare il rendimento dei compagni Rigoni e Hiljemark, apparsi più sicuri contro Brienza e compagni, e nel liberare da compiti di impostazione e di arretramento Vazquez.

Una pedina forse accantonata troppo in fretta ma ancora preziosa nell’economia di squadra: ulteriore argomento per garantire solidità al prossimo futuro rosanero. Non giocava una partita intera da maggio, lo ha rifatto prendendosi le redini del gioco. Il ritorno alle certezze ha pagato. Maresca c’è, sicurezza rosanero.