Mapei Stadium sempre più “Stadio aperto”: contro il Palermo al via la riduzione delle forze dell’ordine

Meno polizia e nessuna limitazione al traffico nei dintorni dello stadio: di questi tempi sembra improponibile proporre un’iniziativa del genere per una partita di Serie A, eppure è quello che accadrà sabato al Mapei Stadium per il match Sassuolo-Palermo.

Nella mattinata di ieri è stato infatti presentato il progetto sperimentale elaborato dal Sassuolo di concerto con la Prefettura e la Questura di Reggio Emilia, che prevede una diminuzione del numero delle forze dell’ordine presenti nell’impianto emiliano (da 180 a 40 unità), a cui corrisponderà un’integrazione aggiuntiva di 30 stewards a carico del Sassuolo Calcio. Il progetto, come spiega l’amministratore delegato del club emiliano, ha l’intento di rendere le partite un evento a dimensione di famiglie e bambini e fare in modo che lo stadio diventi un luogo di aggregazione e di tifo sano e sportivo.

Un’iniziativa controcorrente che consentirà un risparmio per la Pubblica Amministrazione (dal momento che ogni agente comporta un esborso supplementare di 200 euro) e una maggiore disponibilità di uomini per altre attività sul territorio provinciale. Piena soddisfazione per il questore di Reggio Emilia Isabella Fusiello: «In servizio ci saranno 40 uomini contro i circa 180 che vengono impiegati per un incontro di questo tipo, per il quale è previsto un afflusso di circa 13mila spettatori. E questo permetterà di destinare i poliziotti ad altri servizi».

Estremamente soddisfatto anche Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo: «Da quando abbiamo acquisito la proprietà del Mapei Stadium, abbiamo agito per rendere l’impianto sempre più vivibile. Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo abbattuto le barriere, aperto la "curva family" e formato nuovi steward. Ci doteremo anche di un nuovo impianto di videosorveglianza. Questo vuole essere un segnale che lanciamo per sviluppare il nostro modello di calcio sicuro che spero venga recepito anche altrove. Crediamo in questo progetto e vogliamo svilupparlo per il futuro. Sono certo che riusciremo a fare un grande lavoro».

Sonia Melilli Seguimi su Twitter